HomeTurismoEstateVoglia di mare? Ecco le 5 spiagge più belle del Salento

Voglia di mare? Ecco le 5 spiagge più belle del Salento

Lu mare, lu sule, lu ientu. Con il termometro che oggi a Lecce segna 30 gradi possiamo tagliare l’ideale nastro d’inaugurazione per la stagione estiva 2015. Le località turistico-balneari dell’estrema punta meridionale pugliese sono pronte anche quest’anno ad accogliere i turisti, attirati come sempre dalla bellezza delle spiagge, dal divertimento e dalla buona cucina.

È un Salento che ha voglia di ripartire grazie al turismo e lasciarsi alle spalle 12 mesi difficili, legati all’epidemia di Xylella fastidiosa e al ping pong istituzionale, ancora in corso, per definire l’approdo di Tap sulle sue coste.  A far traballare il Salento estivo e modaiolo, per questioni certamente più frivole rispetto a quelle poc’anzi citate, è arrivato a marzo il sequestro di Parco Gondar, tappa obbligata per gli amanti della musica dal vivo nelle notti più calde dell’anno. E poi, chi non ricorda al termine della scorsa estate la rivolta dei cittadini gallipolini (qui un articolo del corriere.it), stanchi di assistere impotenti alla trasformazione estiva delle loro strade in terra di nessuno – caos, sporcizia, addirittura sesso per strada – per mano dei turisti maleducati?

A riportare smalto alle coste salentine c’ha pensato la Fee – Federation for environmental education – che ha insignito quattro comuni del leccese dell’ambita Bandiera Blu: le spiagge di Melendugno, Castro, Otranto e Salve rispondono ad elevati standard qualitativi – dalla purezza delle acque al livello dei servizi turistici-balneari, passando per la gestione eco-sostenibile dei lidi – tali da garantir loro lo scettro che caratterizza le località marine d’eccellenza. Di pochi giorni fa invece l’ultimo riconoscimento ottenuto dalle spiagge di Melendugno e Otranto, insignite da Legambiente e Touring Club nel novero delle località marine a “cinque vele”.

In questo pezzo proviamo ad indicare piagge incantevoli, dove accomodarsi sotto l’ombrellone e leggere un buon libro, alternato ad un bagno rigenerante nelle acque dello Ionio o dell’Adriatico meridionale. Vi forniamo anche le indicazioni su Google Maps per raggiungerle, ovunque vuoi siate. Buon tuffo e benvenuta estate.

1. Torre dell’Orso. Sabbia color argento, baciata dalla corrente del Canale d’Otranto che ne assicura la limpidezza delle acque: fra le spiagge che compongono la Marina di Melendugno, Torre dell’Orso è certamente la regina. Ancora oggi è difficile rinvenire l’origine del toponimo – da Urso, antico proprietario delle terre in età antica, a Torre dell’Orsola, altrettanto antica denominazione religiosa della torre che domina la spiaggia – ormai disperso negli anfratti della storia, fra atti notarili ingialliti e passaparola interrotti nel corso del tempo. Ciò di cui oggi abbiamo invece certezza è che la località fosse il punto di partenza per raggiungere l’antistante valle dell’Orso, sulle coste albanesi, nel tratto navigabile più breve del mare Adriatico, circa 60km.  Pare addirittura che il poeta Virgilio nell’Eneide si riferisse a Torre nell’Orso, nei versi onde a le spiagge si fa d’Italia il più breve tragitto. (Dove si trova?)

2. Laghi Alimini. Ne avevamo già parlato come ipotetica meta della Pasquetta made in Puglia. La vista sui laghi Alimini, alle porte di Otranto, è un fraterno abbraccio fra vegetazione rigogliosa, sabbia finissima e mare cristallino. Non è ben chiaro se è il mare a specchiarsi  nell’azzurro specchio delle acque o viceversa, se è il mare a fare da fresco e dolce contrappunto alla volta celeste. Nell’area del parco dei Laghi Alimini troneggia la magnificenza selvaggia della Baia dei Turchi, luogo d’approdo dei guerrieri saraceni durante l’assedio di Otranto, nel secolo XV.  Conserva ancora oggi il proprio sapore di spiaggia inesplorata, grazie anche al fruttifero attivismo di ambientalisti ed amministratori che, a colpi di permessi revocati e sentenze del TAR, ne hanno impedito l’invasione dei privati. (Dove si trova?)

3. Pescoluse. Che senso ha raggiungere le Maldive in pieno Oceano Indiano quando sabbia e dune si trovano a pochi chilometri da Lecce? Marina di Pescoluse, le maldive salentine, si trovano nel territorio di Salve. Una lunghissima fascia costiera di sabbia finissima e ininterrotta, con dune dorate che ne disegnano delicate il profilo. Se ci si sveglia all’improvviso dopo una pennichella sul bagnasciuga bisognerà aspettare qualche secondo per capire che nessun invisibile Aladin ci ha condotti sin laggiù a bordo di un telo mare volante. L’estensione delle Maldive salentine è tale da rendere possibile la ricerca di un po’ di privacy e silenzio a pochi passi dal chiasso dei lidi. (Dove si trova?)

4. Porto Selvaggio. La bellezza si può profanare o osservare con sguardi ammirati e quasi inebetiti. La bellezza può attirare le mire di chi vuole sfruttarne l’appeal esclusivista o, per fortuna, colpire la sensibilità di chi è disposto a tutto pur di preservarne la purezza. Ammirare Porto Selvaggio, le spiagge di ciottoli, la vegetazione incontaminata e le baie fuori dal mondo significa ammirare la tenacia con cui Renata Forte, assessore alla cultura di Nardò sino al 1984, ne difese il rispetto e la tutela. Un impegno che le è costato la vita, in virtù dei troppi interessi che gravavano intorno alla baia ed al possibile matrimonio con il Dio mattone. Quello sforzo, per fortuna, non è stato vano, ed oggi possiamo ancora percorrere il sentiero che attraversa la macchia mediterranea nel territorio di Nardò e restare colpiti da uno spettacolo paesaggistico che l’uomo non ha mai più osato toccare. Per fortuna. (Dove si trova?)

5. Baia Verde. Meno selvaggia ma non certo meno gioia per gli occhi incantati di quanti, specie dal centro nord, ancora si stupiscono di come sia possibile entrare in acqua, guardare in basso e scorgere nitidi i propri piedi. Siamo a pochi chilometri da Gallipoli, per una stagione il centro del mondo, capitale dell’estate pugliese e italiana. Perché si, la riviera romagnola, la piadina, le discoteche: ma se ai bagordi di un’estate al mare vogliamo coniugare un’acqua ancora immacolata, l’unica soluzione possibile è la cittadina ionica. Baia verde perché ha una bellezza aliena, o più propriamente per i riflessi verde smeraldo che arricchiscono la tavolozza dei colori del pittore chiamato natura. (Dove si trova?)

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Lino Castrovilli
Lino Castrovilli
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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