Undici metri. Sono quelli che separano il dischetto posto nel bel mezzo dell’area di rigore e la linea di porta. Nella storia del calcio hanno regalato gioie e delusioni. Vittorie e successi. Eclatanti reti o indimenticabili errori. Comunque, emozioni. Allo stato puro. Un’appassionante sfida a due, che dura l’arco di qualche secondo, tra chi calcia il penalty e il portiere. Undici metri che spesso hanno deciso le sorti di un campionato, di una coppa, di un mondiale. E che tengono sempre con il fiato sospeso il pubblico.
Cristian Vitali e Maurizio Targa hanno aperto l’album dei ricordi e nel libro “Undicimetri”, pubblicato da Sensoinverso Edizioni, ripercorrono alcuni dei calci di rigore che sono rimasti, per i più svariati motivi, nell’immaginario collettivo, nelle menti e nei cuori di milioni di appassionati. Storie di rigore che regalano sempre emozioni, anche a distanza di decenni.
“Gli autori partono dal primo, epico penalty per arrivare ai giorni nostri: una lunga, infinita collana di gioie e dolori, di errori madornali o di parate strepitose, di coppe e mondiali vinti o sfumati in quell’istante che tutto, nel bene e nel male, avvolge o stravolge. Un libro, decisamente, indispensabile per gli appassionati del pallone”, si legge nella prefazione firmata da Darwin Pastorin.
E così, gli autori spaziano dallo sconosciuto ma infallibile Giampiero Testa al trionfo mondiale italiano di Berlino, passando per i tragici tiri mondiali di Baresi, Baggio e Di Biagio, il cucchiaio di Totti, la “buca” di Maspero, i sempreverdi Zico, Platini, Falcao e Gullit, gli errori macroscopici di gente come Caraballo e Luis Toffoli. Sono sessanta i racconti carichi di passione che compongono l’avvincente trama del libro. Tutti uniti da un comune denominatore, i fatidici e interminabili undici metri.











