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#raccontiamoglieletti – Zullo, saremo opposizione costruttiva ma non consociativa

Da capogruppo del PdL ad eletto con Raffaele Fitto. Dopo le polemiche delle divisioni nel centrodestra per Ignazio Zullo è tempo di iniziare una nuova legislatura in Regione Puglia (la terza) sempre all’opposizione. Lo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio alla vigilia di questo nuovo quinquennio targato Michele Emiliano.

Sta per partire una nuova legislatura, a suo avviso quali saranno le priorità del consiglio nei prossimi cinque anni?

Ci aspettano tanti impegni e molto lavoro. Intanto dobbiamo partire dalla sanità per riorganizzare il sistema puntando fortemente alla tutela della salute, alla riduzione della spesa ed alla riorganizzazione. Bisogna efficentare gli ospedali, rafforzare la riabilitazione, organizzare i territori.

Lei parla di efficenza sanitaria. Ma come fare a puntare a questo complesso obiettivo?

E’ complicato. Credo si debba partire dalla riorganizzazione complessiva del settore. Cosa che potrebbe portare anche ad una notevole riduzione della spesa e delle aggravanti del ticket. Noi in Puglia paghiamo 1 euro in più sulla ricetta farmaceutica, 10 euro in più sulla ricetta per prestazioni diagnostiche e specialiste. Noi abbiamo il grave dato dell’11% della popolazione pugliese che ha rinunciato a curarsi, se fossero alleviate le imposte complessive tra l’altro permetteremmo di dare un impulso ai consumi interni per rilanciare la nostra economia. E soprattutto non è possibile che ci sono anni di splafonamento e nessuno risponde. Come nel caso delle Asl, o della Fiera del Levante: ci sono buchi di bilancio che costano ai cittadini e nessuno ne risponde.

Altri temi?

Penso al settore dei rifiuti e dell’ambiente. In puglia abbiamo bisogno di chiudere il ciclo dei rifiuti, in una maniera abbastanza  veloce, perchè la Regione ha puntato sul recupero delle materie seconde, sulla differenziata, ma non riusciamo a raggiungere i livelli obiettivi perchè non abbiamo gli impianti di compostaggio, per cui le discariche si sono riempite, e non ne abbiamo più, i rifiuti viaggiano da una parte all’altra della Puglia con alti costi di trasport, e naturalmente questi costi e tempi tolgono forza lavoro ai servizi nei comuni, perchè il personale è occupato altrove, con l’inevitabile calo di efficienza. Dall’altra parte non riuscendo a fare la raccolta differenziata c’è più materiale che portiamo in discarica, e quindi paghiamo di più per depositare i rifiuti.

Considerando anche i problemi che già le discariche hanno di per se…

Esatto… le discariche sono colpe ormai dappertutto e sappiamo le vicende, anche giudiziarie, che vedono coinvolti molti impianti. In più non raggiungendo i livelli previsti paghiamo anche l’ecotassa, e tutto questo si riflette sulle tasche dei cittadini. E siccome per legge tutti i servizi comunali devono essere interamente coperti dalla tassa è evidente che i cittadini non ce la fanno più perchè il loro reddito è destinato solo a pagare le tasse. Mi sembra evidente che con gli impianti di compostaggio possiamo migliorare il costo dei servizi, eliminare l’ecotassa e quindi alleggerire il carico a danno dei cittadini anche in questo campo.

Ancora in campo ambientale, parliamo degli impianti di depurazione?

Si deve pur dare una priorità a questi impianti. Non possiamo assistere quotidianamente al sequestro giudiziario degli impianti di depurazione, perchè a lungo andare è evidente che si peggiora la qualità delle nostre acque e la qualità del nostro mare, che rappresenta una risorsa importante per la nostra economia, essendo la nostra regione dotata di un patrimonio paesaggistico marino di tutto rispetto e molto attraente per i turisti.

E l’agricoltura?

Altro tema di interesse primario. L’agricoltura deve essere sostenuta. Non possiamo rilevare l’assenza della giunta regionale in qeusto tema. in questi 10 anni è stata praticamente assente. Abbiamo il problema della xylella, del piano di sviluppo rurale che va ristrutturato e reinviato alla comunità europea nella speranza che possa essere approvato per spendere questi fondi e dare reddito e sostegno ai nostri agricoltori.

Un altro tema su cui in passato si è soffermato parecchie volte è la burocrazia.

Giusto. C’è una burocrazia asfissiante, ritardante, fondata soprattutto non su una scelta meritocratica di chi lavora negli uffici ma soprattutto sulle tessere di partito, e quindi chi sta negli uffici lavora per tessere non avendone la competenza. si è cresciuti in questi l’aroganza di un talento che non c’è. se lei dovesse aver bisogno di un parere paesaggistico, di un parere via, di impatto ambientale… sono anni e anni, non riescono ad essere formulati. E’ evidente che questo è di contrasto all’investimenti, sia privato che pubblico, quando si tratta di spendere fondi comunitari per infrastrutturare la nostra regione, strade, ponti, opere contro il dissesto idrogeologico… e perdiamo in termini di occupazione e lavoro. I tempi si dilatano, il lavoro si ferma, ma i funzionari sono sempre li nei loro uffici, anzi vengono premiati per produttività, come se avessero raggiunto chissà quali risultati. tutto questo non possiamo tollerarlo. Una regione dove non c’è certezza delle autorizzazioni rilasciate secondo lei è un incentivo agli investimenti stranieri? Pensi alla Tap, ai rigassificatori…

La semplificazione legislativa è un altro dei temi caldi, lei che ne pensa?

Abbiamo una legislazione regionale ipertrofica: legiferiamo in maniera molto spesso incongruente, discordante, contraddittoria rispetto all’impianto esistente, e questo crea grosse difficoltà nelle attività delle persone e delle aziende, riflettendosi sul lavoro e molto spesso sull’attività della magistratura, che molto spesso è costretta ad intervenire per dirimere questioni legati a leggi che non sono chiare. Dobbiamo dedicare questa legislatura alla redazione di testi unici ed allo snellimento della quantità di leggi regionali prodotte, possibilmente con una loro armonizzazione, perchè così stiamo complicando la vita dei pugliesi.

Cosa imputa maggiormente a Nichi Vendola nei suoi 10 anni di Governo della Regione Puglia?

E’ un personaggio politico di rilievo nazionale e forse anche Europeo. Avrebbe dovuto far sentire forte la sua voce su temi importanti come il lavoro. Per esempio noi avremmo dovuto far capire alla Comunità Europea che non è possibile globalizzare i mercati e non globalizzare il rispetto dei diritti e la dignità dei lavoratori. E Vendola qui ha mancato, soprattutto come persona di sinistra. Il vero dramma è questo: non è possibile che noi dobbiamo competere sul mercato globale con i prodotti cinesi. Un cinese lavora 14 ore al giorno senza diritti… e le nostre aziende si trovano in condizioni disastrose. Ma l’essere umano è uguale in tutti i luoghi del mondo o no? Questa è l’essenza della politica. Se non guardiamo al rispetto ed al riconoscimento dei diritti fondamentali delle persone è la sconfitta della politica, ed è stata questa la sconfitta politica di Vendola, uomo di sinistra che ha badato più ad un assistenzialismo che non aveva radici e fondamenta solide. Non si può pensare all’internalizzazione ed alla stabilizzazione senza capire che esiste un tessuto economico che andava supportato nel suo intero.

Come dovrà muoversi il prossimo consiglio regionale all’interno di queste priorità?

Con la concretezza. Con l’adesione a quello che si dice. Vendola ha sempre avuto uno iato molto grande tra quello che diceva e quello che poi effettivamente ha fatto. Noi dobbiamo dire le cose come stanno, senza dare aspettative e fare promesse, senza manifesti roboanti. Noi dobbiamo dire quali sono le condizioni della Puglia reali. E questo è un compito non solo della politica, ma dell’informazione, della magistratura, e di tutta la collettività che, partecipando, deve indirizzare la politica verso le decisioni giuste e non verso quelle sbagliate. Bisogna parlare e dire tutta la verità, non solo quella che fa comodo a questo o a quel politico. Bisogna indagare su tutto, e non solo su quello che fa comodo… è una responsabilità collettiva. Tutto questo è mancato negli ultimi 10 anni: Vendola predicava e prometteva e tutti dietro. Io mi auguro che questa nuova giunta sia fatta di concretezza, di senso del dovere e della responsabilità e che dica quali sono le reali potenzialità di questa Puglia, che si apra al dialogo e che risponda alle nostre interrogazioni. Se questo avviene penso che la Puglia potrà crescere. Se si continua sul solco di questi 10 anni questa Puglia non si potrà salvare.

Che ne pensa del ruolo del Consiglio regionale? In questi ultimi 10 anni abbiamo avuto più volte la sensazione di una parziale delegittimazione da parte della Giunta.

Quello che lei ha avvertito in parte risponde a quello che è avvenuto. Intanto la modifica del titolo V della Costituzione ha portato ad un rafforzamento dei poteri di Presidente e Giunta. Cosa che noi abbiamo introdotto nel nostro Statuto ed è una cosa certamente positiva. Poi c’è una parte negativa di questo rapporto, soprattutto nella mancata risposta alle nostre interrogazioni ed interpellanze… penso anche alle mancate commissioni d’indagine da noi chieste più volte… tutto questo ha tolto alla Puglia la possibilità di ottenere strumenti che volevano essere una azione di stimolo e di allerta per alcune situazioni che poi si sono verificate. Io mi auguro che Michele Emiliano voglia davvero fare il Presidente della Regione Puglia e non si metta in testa di fare le campagne per aspirare ad essere un leader nazionale. Almeno prima di dimettersi e, con proprie risorse e proprio tempo da impegnare in tutte le campagne che volesse intraprendere.

Parliamo di centrodestra. A suo avviso è possibile superare le divisioni della scorsa campagna elettorale e puntare ad una unità anche nelle opposizioni in consiglio?

Io dico il mio pensiero, e che non vuole essere una rigidità. Penso che sarebbe stupido e non ci apprezzerebbe chi ci ha votato se noi, da stupidi ci dividiamo prima delle elezioni ed ancora più stupidamente tutto finisse a tarallucci e vino. Noi abbiamo marcato, e parlo per me pensando di interpretare il sentimento di chi ha aderito al progetto di Raffaele Fitto, una differenza sostanziale. Intanto di comportamento. Non ci è piaciuta l’arroganza e la prepotenza di un signore che è venuto a fare il coordinatore regionale di Forza Italia e che sulla base di suoi contatti decideva chi doveva candidarsi e chi no. Come si può prima, dopo, durante e dopo aderire alla arroganza ed alla arroganza? Io non ci sto. Se il fare è questo e comunque le persone non le cambi, penso che sia difficile poter avere una interazione positiva.

Noi pensiamo che questa Puglia sia stata svenduta da parte di Berlusconi alla sinistra e ad Emiliano. La motivazione che ho intimamente non la dico. Ma non dimentichiamo che c’è un processo in corso a Bari e c’è un Presidente già pubblico ministero a Bari. C’era una Regione (la Liguria) he si doveva vincere perchè c’è un preferito rispetto alla Puglia… faccia lei le deduzioni. Noi vogliamo sottolineare la nostra differenza: essere puntuali sui problemi collettivi invece che sulle necessità personali, essere dalla parte della gente per poter lottare per le questioni giuste, e sui temi a noi cari. Ci importano poco le polemiche e le diatribe personali. Se la nostra opposizione coinciderà con quella che faranno i colleghi di altri gruppi, ben venga. Se divergerà bene, noi saremo orgogliosi del nostro pensiero ed ognuno sarà giudicato dal corpo elettorale.

Sulla sua persona nelle ultime elezioni si sono riversate le preferenze di migliaia di nostri corregionali che l’hanno riconfermata nel suo ruolo di Consigliere. Cosa si sente di dire ai suoi elettori, ed anche a quelli che non l’hanno votata, ma che comunque lei rappresenta?

La coerenza. Questa per noi è stata una elezione molto difficile per molti motivi: intanto la sfiducia nei confronti delle nostre divisioni e della politica in generale di chi si è astenuto. Poi la rabbia della gente che ha pensato di puntare su M5S. Questi due fattori ha tolto una grossa fetta di elettori soprattutto a noi. IO avevo capito fin dall’inizio che il voto sarebbe stato legato ad un rapporto diretto tra il candidato e la persona. Non servivano i manifesti, gli spot, i grandi budget, ma sobrietà, semplicità e l’amicizia che legava e lega il candidato e gli elettori. Cosa mi sento di dire? Che sarò l’Ignazio di sempre. Io ho avuto i voti di 7366 persone che mi conoscono, che interagiscono con me, con cui parlo e mi incontro periodicamente. Io sarò sempre l’Ignazio che ha mantenuto sempre fede al mandato elettorale, disponibile, che non si è mai sottratto ad una risposta telefonica e che sono sempre accanto ai miei amici ed alla mia gente. Chi mi conosce sa quello che io sono. A chi non mi ha votato dico che ho pieno rispetto di tutti tranne per chi doveva denigrarmi pur di togliermi qualche voto, peraltro senza riuscirci. Chi si è presentato al corpo elettorale parlando degli altri e non di se’ lo vediamo tutti che fine ha fatto. Chi ha qualità parla di se’ e della sua storia.

Un suo giudizio sull’ingresso del M5S nel nuovo Consiglio regionale?

Positivo. Molto positivo. Mi auguro che il M5S vada al Governo. Noi dobbiamo fare in modo che i grillini possano andare in posti di responsabilità per la Puglia e per l’Italia. Perchè poi dovranno dimostrare di saper fare e realizzare tutto quello che dicono. Fin quando non andranno a governare la loro azione è facile. Io li saluto con grande affetto e con l’augurio che quanto prima possano governare un sistema complesso per poter dimostrare che c’è una differenza tra l’azione di governo e le grida. Io auspicavo che Antonella Laricchia potesse diventare Presidente della Giunta Regionale, per capire se e come avrebbe potuto realizzare i progetti spiegati in campagna elettorale. E nel caso in cui avesse realizzato quanto detto sarei stato contento in quanto pugliese. Però se avesse fatto male… il M5S se fa male alla guida di un sistema, allora sarebbero stati problemi seri per loro. Se sono bravi come loro dicono ne guadagniamo tutti, ma se falliscono politicamente sono morti. Troppo facile stare alla finestra e sparare a zero su tutti. Quando ci si mette alla prova si riesce a capire chi siamo, le nostre capacità e quello che abbiamo dimostrato nella vita e nella attività politica.

Lei e il suo gruppo che tipo di opposizione farete? Come imposterete il vostro rapporto con la maggioranza e con il presidente Emiliano?

In continuità con il modo di interpretare l’azione politica di questo mandato precedente. Una opposizione rispettosa dei ruoli. Noi abbiamo sempre rispettato Nichi Vendola, anzi, è stato Vendola che non ha rispettato noi. Siamo rispettosi delle istituzioni e del mandato elettorale. Se c’è un popolo che ha eletto Emiliano abbiamo il dovere di rispettare la volontà popolare. Emiliano ha il diritto di realizzare il suo programma elettorale, non certamente il nostro. Noi saremo costruttivi, puntuali ed attenti per poter, a volte, dire al presidente che a volte ci sono decisioni che non vanno per il verso giusto, o che ci sono cose che sfuggono di mano, o che qualcuno ci sta prendendo in giro e va contro l’interesse pubblico… La democrazia è fatta di un gioco di confronto tra chi è chiamato ad esercitare l’azione di governo e chi quella di minoranza. Non saremo consociativi, ma molto presente e puntuale sulle questioni che riguardano la collettività pugliese.

Un’ultima domanda su quello che è il suo mondo di provenienza, lei è medico. Secondo lei quali sono stati gli errori che hanno contribuito a posizionare agli ultimi posti delle classifiche per il livelli di assistenza sanitaria la Puglia e come si può fare per trovare una soluzione?

Gli errori non sono di oggi. Bisogna partire dal 2005. Togliere il ticket farmaceutico è stata una cosa devastante perchè per norma la spesa farmaceutica doveva limitarsi entro il 13% del fondo sanitario regionale. In realtà togliendo i ticket, che da una parte ovviamente intendevano alleggerire le spese per i cittadini, ma che dall’altra erano una compartecipazione alla spesa pubblica sanitaria, oltre ad avere anche una funzione deterrente rispetto all’abuso del farmaco. Noi abbiamo speso il 25% del fondo sanitario regionale togliendo i ticket. E’ evidente che quell’11% in più erano risorse che abbiamo tolto alla capacità di investimento sul cambiamento del sistema: potenziamento della prevenzione, dell’assistenza territoriale, domiciliare… strutture alternative al ricovero, depotenziamento come posti letto delle strutture ospedaliere, che però andavano efficentate e razionalizzare (in ospedale solo i casi acuti e le emergenze e solo per i giorni direttamente necessari). Biwsognava creare un sistema dove l’assistenza principale è quella prima e dopo il ricovero, quando necessario, in un contesto che prenda in carico il paziente, con ricoveri programmati e dimissioni protette. Ora, venendo meno tutto questo e con la riapertura degli ospedali, con annessi concorsi per primari e dirigenti, a volte senza nemmeno collaboratori.

Fatta questa premessa, con il mancato rispetto del patto di stabilità per legge  siamo entrati nel piano di rientro con blocco del turn over coinciso con la legge Fornero: tanti sono stati incentivati ad andare in pensione, non abbiamo potuto sostituirli e la qualità del servizio si è depressa di molto, le liste di attesa sono quelle che sono e paradossalmente una giunta di sinistra non ha fatto altro che avvantaggiare la sanità privata ed a pagamento, nonostante si professassero continuamente di essere a favore del pubblico.

Tutto parte di qui: una incapacità di essere attenti e razionali rispetto a tutte le elocubrazioni mentali, le chiacchiere, le promesse e le poesie che hanno innalzato.

 

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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