E’ molto alta l’adesione allo sciopero di 24 ore che, per tutta la giornata di oggi, ha visto impegnati i lavoratori ex Ilva dell’impianto di Taranto.
“L’adesione allo sciopero dei lavoratori ex Ilva – ha commentato il segretario regionale della Cgil Puglia Pino Gesmundo – è il segnale del profondo disagio che vivono da troppo tempo gli operai, diretti e indiretti, in oltre 2000 costretti a una cassa integrazione che erode i salari, esposti in questa fase anche all’inflazione e al caro tariffe energetiche. L’acciaio e quello stabilimento sono un asset fondamentale non solo per Taranto e la Puglia ma per l’intero Paese. Serve allora un piano industriale che dia risposte sul piano occupazionale, e tenga assieme i temi della sicurezza, della salute e dell’ambiente. Siamo di fronte alla sfida della transizione energetica ed è inspiegabile come Taranto non sia una questione di cui si fa carico direttamente il Governo”.
“Servono risposte e atteggiamenti seri e non provocatori – ha sottolineato Gesmundo – come quello messo in atto oggi dall’amministratore delegato di Acciaierie Italia. Il confronto non si fa per strada il giorno dello sciopero, ma ai tavoli istituzionali. Serve rispetto per i lavoratori e la rappresentanza sindacale.











