Uno dei nodi principali che i Concorzi di Bonifica si stanno trovando ad affrontare alla vigilia di una nuova e lunga estate calda e secca, è la situazione dei tanti lavoratori a tempo determinato degli stessi consorzi che aspettano da tempo la propria stabilizzazione.
Meno di un mese alla probabile individuazione di una strada per l’eventuale stabilizzazione dei lavoratori a tempo indeterminato dei consorzi di bonifica.
È quanto emerso dai lavori della IV commissione consiliare riunita su richiesta di due consiglieri del Movimento 5 Stelle, che ha ascoltato in audizione il Commissario Unico dei Consorzi di Bonifica, la parte tecnica degli stessi e i rappresentanti dei Consorzi di bonifica, il direttore dell’Arif e i segretari dei sindacati FLAI-CGIL, FAI-CISL e FILBI-UIL. Assenti l’assessore e il direttore al dipartimento delle risorse agroalimentari.
Infatti, come ha ricordato il commissario unico solo al termine dei trenta giorni previsti per il controllo sarà possibile individuare l’iter procedurale per giungere alla stabilizzazione dei lavoratori ora a tempo determinato. Restano invece ancora aperti i termini della manifestazione d’interesse lanciata per verificare la disponibilità di 25 lavoratori otd (operai tempo determinato) per passare dalla contrattazione a tempo determinato a quella a tempo indeterminato con un contratto part-time e verticale. La legge, infatti, offre questa opportunità solo al 15% della platea otd.
È emerso durante l’incontro una situazione occupazionale ormai comune: a causa dei pensionamenti, il turnover si è ridotto all’osso, sostituito in buona parte da contratti a tempo determinato. Per i consorzi, chiamati anche ad assicurare il territorio dalla propria vulnerabilità dal punto di vista idrogeologico, problema di non poco conto.
La riunione, che è servita anche ad appianare momenti di tensione registrati nei giorni scorsi tra il commissario e le parti sociali, ha confermato l’esistenza di problemi già noti, quali la gestione della diga del Pappadai, in provincia di Taranto, inutilizzabile da otto anni per lavori che non si riesce ad ultimare a causa di nodi amministrativi da sciogliere con l’Acquedotto Pugliese.
Di rilevante interesse i numeri fatti emergere dalla direttrice dell’area tecnica: 50 milioni per gli interventi che hanno riguardato i canali di bonifica oltre che le infrastrutture importanti come la diga del Locone, in provincia di Bat. Nell’irriguo invece, sono stati progettati e cantierizzati interventi da realizzare entro il 2023, per un valore di 40 milioni di euro. Previsti, inoltre, 200 milioni di euro da investire in opere di completamento o recupero di infrastrutture, come gli acquedotti rurali del territorio murgiano.











