Mentre ormai non ci sono più speranze di ritrovare ancora in vita i due marinai pugliesi dispersi nell’Adriatico dopo l’affondamento del rimorchiatore dell’altra notte a 50 miglia dalla costa di Bari, proseguono a ritmo serrato le indagini della Guardia Costiera e della Magistratura barese per fare piena luce sull’incidente in mare.
Il comandante del Rimorchiatore Franco P, che attualmente si trova ricoverato presso il Policlinico di Bari, verrà ascoltato nelle prossime ore, mentre in mattinata sono arrivati nel porto di Bari i 10 componenti dell’equipaggio del pontone che era alla deriva e che ha causato l’intervento del rimorchiatore (a cui si aggiunte il marinaio a bordo del pontone dell’equipaggio del rimorchiatore).
E’ grazie alla ricostruzione che verrà fatta dagli inquirenti che si potranno delineare i drammatici minuti che hanno portato all’affondamento del Franco P ed al tragico naufragio.
I testimoni oculari dovranno ora raccontare agli investigatori della Guardia costiera, su delega dei magistrati, quello che hanno visto e che sanno sull’affondamento, per aiutare gli inquirenti a ricostruire la dinamica e individuare le eventuali responsabilità.
Intanto secondo il comandante del Pontone Carmelo Sciascia, in pochi minuti il rimorchiatore “ha imbarcato acqua in modo tanto rapido che non ce l’ha fatta a mantenere la linea di galleggiamento ed è andato giù a picco”.
Intanto la magistratura ha disposto il sequestro del Pontone AD3 perché è “necessario ricostruire sia le circostanze del naufragio sia le dinamiche relative alle operazioni di evacuazione e salvataggio delle persone a bordo del convoglio sia le eventuali responsabilità di coloro che erano deputati a coordinare dette attività sia il rispetto della normativa sulla sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio a bordo della unità navale”.











