Che i due consiglieri regionali del Partito Democratico Filippo Caracciolo e Ruggiero Mennea non si amassero è storia nota da tempo. Che i rapporti tra gli stessi siano ai minimi termini anche. Ma dopo il voto amministrativo della città di Barletta, che ha visto il centrosinistra sconfitto da Mino Cannito e dalla sua coalizione di centrodestra, i rapporti tra i due sono ancora più tesi, se possibile.
“Cronaca di una morte annunciata”. Esordisce così il Consigliere regionale Ruggiero Mennea, all’esito della sconfitta della candidata Santa Scommegna alle elezioni comunali di Barletta.
“L’epilogo di questa competizione elettorale è stata la consegna a Mino Cannito della guida della città di Barletta da parte degli elettori, con un voto plebiscitario che mette drasticamente a nudo le clamorose, fallimentari e antistatutarie scelte politiche del PD barlettano e regionale.”
Ed il primo riferimento a Caracciolo è palese.
“La formazione di una coalizione spuria, che aveva come unico comune denominatore la gestione del potere, la negazione delle primarie, previste dallo Statuto del PD e da me richieste pubblicamente, con la conseguente imposizione dall’alto di una candidata sindaco che il popolo del centrosinistra non ha mai sentito “sua”, l’aver imbarcato nella lista del PD transfughi del centrodestra e personaggi che nulla hanno a che fare con i principi etici del nostro partito, sono le reali cause della sconfitta e mettono a nudo il totale fallimento e la totale inadeguatezza delle segreterie regionale e cittadina.”
“Nemmeno un tardivo apparentamento con la sinistra, non compreso e non accettato dai nostri elettori, ha evitato che il neo-sindaco Cannito ottenesse addirittura duemila consensi in più del primo turno, malgrado il calo dell’affluenza”, prosegue Mennea. “E a fronte di ciò, Santa Scommegna, che già al primo turno aveva ottenuto ben 2.750 voti in meno delle liste della sua coalizione grazie al meccanismo del voto disgiunto, al ballottaggio è stata completamente abbandonata, a dimostrazione che l’unico interesse dei candidati al Consiglio comunale di cui la segretaria Cascella va tanto fiera era quello di accaparrarsi quante più preferenze possibili al fine del raggiungimento di posizioni di potere personale”.
Ed ancora.
“Avevo provato a denunciare questa deriva suicida, ma in cambio – sottolinea Mennea – dal mio partito ho ricevuto solo accuse e scomuniche. Purtroppo sono stato un facile profeta. Amo il mio partito e sono sempre stato mosso dalla volontà di tutelarlo da OPA ostili e dall’incapacità di chi lo dirige a livello locale. Ora, dopo questa cocente sconfitta, mi auguro e mi aspetto le dimissioni dei responsabili ovvero che vengano presi provvedimenti politici da parte della Segreteria nazionale nei confronti di un ex segretario regionale (ed il riferimento è a Marco Lacarra n.d.r.) che si aggrappa disperatamente ad un ruolo che non ha più e che nessuno gli riconosce più e nei confronti della segretaria cittadina, principale responsabile di tale disfatta e che ancora tenta di difendere l’indifendibile attraverso una sua personalissima e parzialissima analisi del voto di cui condivido solo la parte in cui afferma che ci dovranno essere nuove figure alla guida del partito. Il PD barlettano è risultato il primo partito malgrado il PD: non si può dimenticare, infatti, che a distanza di un anno e mezzo, rispetto alle elezioni regionali, ha perso 4.500 voti, che non potranno essere riconquistati continuando ad utilizzare il partito, gli iscritti e gli elettori come uno sterile votificio al servizio degli interessi del potente di turno”.
La risposta di Filippo Caracciolo, suo capogruppo in Consiglio regionale, non si fa attendere, ed anche qui i riferimenti e le citazioni sono dirette.
“In un vecchio film di Pippo Franco, il protagonista, diviso tra l’affetto di due diversi parenti, per non scontentare né l’uno né l’altro, decise di sdoppiarsi, durante un derby tra Roma e Lazio, in tifoso di ambedue le squadre: un momento di celeste vestito, indossava, tra scuse ed artifizi vari, la maglietta giallo rossa, l’attimo dopo. Ma, ahimè, la verità, prima o poi viene a galla ed il nostro povero protagonista perse irrimediabilmente ambedue gli affetti”.
“Nella vita reale, e quindi anche in politica, non succede sempre così: a volte vestire maglie diverse paga. Ma mai a lungo. Il risultato elettorale di Barletta – sottolinea Caracciolo – mi ha ricordato quel vecchio film, e ed ancora di più, me lo ha ricordato il comportamento di qualche dirigente locale, pronto alla critica interna ma mai espressa nelle sedi più opportune; pronto alla condanna, ma anche ad applaudire gli avversari. Sempre nel Pd, ma anche concretamente presente in campo avverso. Doveroso è il ringraziamento a tutti quei tifosi, che a partire dalla Segreteria Cittadina, con l’ottima Segretaria Cascella, e dai componenti di quella regionale, sono rimasti con noi sullo stesso spalto e con la stessa maglia. Questa lealtà ha portato infatti il Pd ad essere il primo partito a Barletta. Con questa squadra, lo scudetto sarà l’obiettivo della prossima volta, perché da noi, i tifosi hanno nel cuore una squadra sola.
“E’ vero però che la realtà a volte supera la fantasia. E se il povero Protagonista era per lo meno mosso dalla volontà di andare d’accordo con tutti, nella vita reale si indossa l’altra casacca per ben altri motivi. E quasi mai tanto nobili. Ma i barlettani hanno vista buona e memoria lunga e, diversamente dai film, fare politica significa scegliere da che parte stare. Un campo così largo, non lo ha mai visto nessuno.”
Insomma, nel Pd barlettano le visioni sono molto differenti e gli scontri sono al vetriolo. Ci sarà spazio per una ricomposizione in vista delle ormai imminenti elezioni amministrative? Campo largo o meno, ci sarà molto da lavorare, dentro e fuori il Consiglio Regionale.











