Dario Stefàno riceverà domani l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferitagli dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la formula del Motu Proprio. La consegna avverrà a Lecce il 2 giugno nel corso della cerimonia per l’80° anniversario della Festa della Repubblica. Un riconoscimento che valorizza un percorso umano, professionale e istituzionale sviluppato tra impegno pubblico, innovazione normativa, attività manageriale e ricerca.
Salentino di Otranto, già Cavaliere della Repubblica dal 1993, Senatore della Repubblica per due legislature e Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Stefàno è considerato una figura di riferimento nel campo delle politiche di valorizzazione territoriale, dello sviluppo sostenibile e dell’enoturismo. All’attività istituzionale ha affiancato significative esperienze manageriali e imprenditoriali maturate in ambito aziendale e associativo.
A lui si devono le norme che hanno introdotto per la prima volta nell’ordinamento italiano la disciplina dell’enoturismo e dell’oleoturismo, contribuendo al riconoscimento istituzionale di due settori oggi strategici per la promozione dei territori, delle produzioni di qualità e della cultura rurale italiana.
Docente di Tourism Management presso la LUMSA di Roma e di Enoturismo presso la Luiss Business School, è autore di pubblicazioni dedicate al turismo del vino e alla valorizzazione dei territori.
«Accolgo con profonda emozione e sincera gratitudine l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferitami dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la formula del Motu Proprio. Ricevere un riconoscimento così alto rappresenta per me un grande onore e una grande responsabilità.
Lo considero non come un traguardo personale, ma come il riconoscimento di un percorso di impegno, lavoro, passione civile e servizio condiviso con tante persone. Il mio pensiero va alla mia famiglia e ai miei genitori, che oggi avrebbero certamente gioito con me e ai quali devo i valori del rispetto, del senso del dovere, della dignità del lavoro e della perseveranza. Desidero dedicare questa onorificenza ai miei figli, nella speranza che possano riconoscervi il valore dell’impegno, della correttezza e della fedeltà ai propri principi.
Continuerò a svolgere il mio impegno al servizio del Paese, dentro e fuori le istituzioni, con lo stesso entusiasmo e con un senso di responsabilità ancora più forte».











