“Pur di rendere in qualche modo giustificabile la realizzazione dell’ospedale Covid in Fiera, riappare di tanto in tanto in Emiliano l’idea che la permanenza di quell’ospedale possa essere utile in occasione di eventuali maxi-emergernze. Nulla di più fantasioso, per non dire altro”.
Torna ad alimentare la polemica sul futuro dell’Ospedale temporaneo in Fiera del Levante che, dopo essere costato almeno 20 milioni di euro alle tasche dei pugliesi, in aggiunta ad un canone di 110mila euro mensili per l’affitto dei padiglioni in deroga a tutte le autorizzazioni normative per la realizzazione della stessa struttura, il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale Ignazio Zullo. La risposta di Zullo fa riferimento alla proposta di Emiliano di farne una struttura permanente (e costosa n.d.r.) per eventuali e future maxi-emergenze.
“Le maxi-emergenze presuppongono risposte specifiche, integrate e coordinate nonché di prossimità rispetto ai luoghi dell’evento. Il coordinamento e l’integrazione delle forze da mettere in campo sono in funzione della temporalità (quale durata dell’evento), delle condizioni meteo (neve, pioggia, caldo e umidità eccessivi), della tipologia dell’evento (un’emergenza epidemica varia a seconda che l’agente eziologico si diffonda per via aerea o per altra via perché, ad esempio, la risposta al Covid è diversa dalla risposta al Colera, oppure un’emergenza epidemica è diversa da un’emergenza da terremoto, o da incendio o da catastrofe ambientale)”.
Ed ancora Zullo: “La risposta deve essere di prossimità rispetto ai luoghi in cui si verifica la maxi-emergenza e non va trascurata l’integrità delle infrastrutture stradali o ferroviarie in caso, ad esempio, di un terremoto. Va infine -ma non per ultimo- considerato che la più efficace risposta nelle maxi-emergenze è sempre extraospedaliera”.
E nello specifico sull’Ospedale in Fiera del Levante: “Ora pensare di tenere in vita l’ospedale Covid in Fiera attrezzato per un’epidemia causata da un virus che si trasmette per via aerea come utile in qualsiasi tipologia di maxi-emergenza e in qualsiasi luogo e condizione questa possa verificarsi, è francamente da folli. Per non considerare che, con il tempo, l’inutilizzo della struttura e delle attrezzature comporta vetustà e decadenza strutturale, ammesso che la struttura sia in regola con le norme di protezione antisismica perché potrebbe capitarci, in caso di terremoto, di soccorrere l’ospedale anziché le persone”.
“Se veramente Emiliano tiene a preoccuparsi delle maxi-emergenze, organizzi le reti di assistenza nel nostro sistema ospedaliero iniziando dalla rete del trauma per finire alle reti per patologie. Emiliano si convinca che quell’Ospedale è solo un’emilianata che ha provocato sprechi, ritardi di assistenza, mancato investimento nella medicina territoriale e nella prevenzione e alta mortalità in una Regione perennemente in zona rossa e in dad”.











