Sono stati autorizzati dal Ministero delle Finanze la copertura di 317 posti vacanti e disponibili per dirigenti scolastici, e fino al prossimo 12 agosto gli interessati potranno presentare istanza per l’ìmmissione in ruolo.
Una decisione, però, che ha lasciato fortemente con l’amaro in bocca soprattutto i sindacati per la ripartizione territoriale dei posti disponibili, che vedono ampiamente avvantaggiate alcune regioni del Nord (Lombardia, Piemonte e Veneto soprattutto) a discapito di quelle del Mezzogiorno dove, a fronte di posti vacanti e disponibili, è stata scelta la soluzione della reggenza, ovvero “costringere” un dirigente di un istituto limitrofo a “sdoppiarsi” su due o più sedi.
L’avviso del Ministero dell’Istruzione riporta infatti per le immissioni dell’a.s. 2022/2023 risultano vacanti e disponibili n.317 posti di dirigente scolastico nelle regioni Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto, per i quali è stata concessa autorizzazione all’immissione in ruolo dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero della Pubblica Amministrazione, ripartiti come di seguito indicati:

Sul decreto interviene Ubaldo Pagano, parlamentare del Partito Democratico: “Se il caso dell’assunzione dei dirigenti scolastici è un antipasto dello schema di autonomia differenziata che intende la destra, siamo pronti a fare le barricate per impedire le scandalose conseguenze che pagherebbero il Sud e le aree interne.”
“Proprio non si capisce perché dei 317 presidi neo-assunti, solo 4 siano stati assegnati al Sud e peraltro tutti e 4 alla sola Basilicata. Si trattano le regioni meridionali come se non avessero reggenze e situazioni che di fatto limitano l’efficace gestione degli istituti. È questo l’approccio a cui dobbiamo fare il callo nei prossimi anni? Un Sud Italia che torna ad essere non solo ignorato, ma vessato da decisioni totalmente penalizzanti? Urge che si metta immediatamente riparo a questo scandalo, cambiando norme assolutamente inique.”











