A partire da ieri, primo settembre, a Taranto è in atto la protesta degli autotrasportatori ionici di fronte a uno degli accessi alla raffineria Eni sulla statale 106. Attualmente circa un centinaio di cisterne e grossi veicoli per il trasporto del carburante degli iscritti alla Cooperativa autisti trasportatori (CDat) sono fermi davanti agli ingressi dell’azienda per protestare contro la mancanza di commesse alle ditte locali e della mancata proroga dei contratti validi fino al prossimo 7 settembre.
A spiegare le ragioni della protesta in una nota è Francesco Rizzo, coordinatore provinciale di Usb: “dopo anni in cui l’appalto rete ed extrarete è stato affidato direttamente, da parte di Eni, sempre alla stessa ditta genovese, la G&A, si è proceduto ad una gara quantomeno strana, in cui a vincere è stata nuovamente la stessa società, che ha deciso di utilizzare autotrasportatori che provengono da fuori Taranto e di lasciare a casa quelli del territorio che da tanti anni si occupano del servizio». I cartelli inalberati dagli autotrasportatori sono espliciti: “A voi i profitti a noi i veleni”, “QG&A via dalla città”.
Se la mobilitazione non dovesse cessare (è in calendario un incontro in Prefettura per dirimere la vertenza) non è escluso che nei prossimi giorni a Taranto ed in Provincia potrebbero crearsi dei disagi nelle stazioni di rifornimento di carburante.











