Secondo la Guardia di Finanza dietro il fallimento di alcune società della famiglia Matarrese ci sarebbero alcuni atti contrari alla legge, con un “buco” di oltre 20 milioni ai danni del fisco e dei fornitori che si somma ad altri debiti già accertati per oltre 300 milioni.
Per cercare le prove documentali di queste operazioni la Guardia di Finanza di Bari questa mattina è impegnata in una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici degli imprenditori baresi, accusati a vario titolo di quattro episodi di bancarotta fraudolenta per dissipazione.
Le indagini sono partite a seguito dell’istanza di concordato preventivo presentata per la società Icon di Acquaviva, fornitrice di materiali da costruzione alle altre società del gruppo Matarrese, dichiarata fallita in aprile.
L’inchiesta è condotta dalla Procura di Bari con i pm Lanfranco Marazia e Desiree Digeronimo.
Gli indagati finiti sollo la lente delle Fiamme Gialle in questa operazione sono otto: Amato, Antonio (ex presidente della Figc e della Lega calcio, nonché vicepresidente della Fifa e della Uefa), Salvatore (nato nel 1962) e Marco Matarrese, insieme ad altri amministratori delle società del gruppo: Valerio De Luca, 61 anni di Surbo, Oronzo Trio, 42 anni di Lecce, Lello Pellecchia, 53 anni di Bari, e Marco Mandurino, 49 anni di Bari.











