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PNRR, oggi la prima Cabina di regia coordinata da Fitto. Decaro (ANCI): ‘Interveniamo sulle criticità e facciamo partire i cantieri nei Comuni’

Si è riunita oggi la Cabina di regia del PNRR alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. Il presidente ha sottolineato la centralità del ruolo e delle funzioni della Cabina di regia, quale luogo istituzionale dove monitorare lo stato di attuazione degli obiettivi del PNRR e individuare puntualmente le soluzioni tecnico-politiche per superare le eventuali criticità in fase di attuazione.

Per assicurare a pieno le sue funzioni, la Cabina sarà convocata sistematicamente, in sede sia plenaria che settoriale, per affrontare le questioni connesse a specifici adempimenti e obiettivi.

La Cabina di regia sarà coordinata dal Ministro per gli Affari Europei la Coesione Territoriale e il PNRR, Raffaele Fitto.

La prossima settimana saranno previste sedute bilaterali con le singole amministrazioni per monitorare lo stato di attuazione di tutti gli obiettivi ancora da raggiungere entro il 31 dicembre 2022.

Nel corso della riunione è stata inoltre data comunicazione dell’accredito di 21 miliardi di euro della seconda rata prevista a seguito della verifica degli adempimenti al 30 giugno 2022.

L’obiettivo espresso da tutti è quello di rispettare i tempi previsti ed a utilizzare al meglio tutte le risorse.

L’incontro ha visto anche la partecipazione di rappresentanti di Regioni, UPI e ANCI, nel segno della cooperazione istituzionale ribadita dal Governo con le autonomie territoriali.

Decaro (Anci): “Bene la cabina di regia PNRR, interveniamo sulle criticità e facciamo partire i cantieri nei Comuni”

Il presidente dell’ANCI, Antonio Decaro, è intervenuto oggi alla cabina di regia sul PNRR convocata dal Presidente del consiglio Meloni. “Ringraziamo per questa convocazione, per noi è importante fare il punto perché i progetti dei Comuni sono parte decisiva dell’intero PNRR. Si tratta di opere per 40 miliardi di euro che sono stati praticamente tutti già assegnati e che arrivano ai Comuni perché le linee guida stabilite dalla Commissione europea ricalcano in gran parte le nostre competenze sul territorio”.
Fin qui – ha detto il presidente dell’ANCI – è stato compiuto un grande sforzo progettuale, grazie alla collaborazione con i ministeri e con le Regioni, ora è il momento di passare alla fase esecutiva e ci sono alcune criticità da risolvere”.
La prima criticità riguarda l’estensione ai prossimi anni dello strumento che è stato individuato per fronteggiare l’aumento dei costi delle materie prime: l’apposito Fondo va rifinanziato e vanno confermate le procedure semplificate di accesso che sono state previste per i Comuni. In secondo luogo, bisogna ulteriormente semplificare e sveltire le pratiche di autorizzazione e nulla-osta necessarie ad aprire i cantieri, soprattutto in ambito paesaggistico e ambientale”.
La terza questione urgente – ha concluso il presidente dell’ANCI – riguarda le procedure di attuazione: bisogna rendere più semplice e scorrevole il canale tra Comuni e ministeri per quanto riguarda le convenzioni, la definizione delle scadenze da rispettare, le modalità di monitoraggio e di rendicontazione. La gestione dell’attuazione da parte dei diversi ministeri titolari delle risorse spesso non è omogenea e noi pensiamo che invece tutto debba seguire delle procedure standard semplificate, anche per garantire che le scadenze nazionali siano compatibili coi tempi di affidamento dei lavori”.

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Redazione
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