PALERMO (ITALPRESS) – “Noi siamo vittime della bellezza della Sicilia. Se fosse un pò più brutta il nostro impegno sarebbe maggiore. Invece ci adagiamo sul fatto che sia bella e che si mangi bene, pensando che alla fine in Sicilia si vive bene lo stesso”. Queste le parole di PIF, scrittore, regista e attore palermitano intervenuto a margine dell’incontro intitolato “La Sicilia tra memoria, ironia e impegno politico”, organizzato dall’Università degli Studi di Palermo con studenti e studentesse dell’Ateneo. “Più si cresce e più il cibo diventa una priorità fondamentale – dice PIF, che ha nel cibo uno dei temi centrali del suo ultimo film ‘… che Dio perdona a tutti’ -, probabilmente qualcosa che ti porterà alla morte, ma meglio morire di cibo che di altro. Dietro il cibo c’è un mondo fatto di cultura, ma il cibo è anche un atto politico, in quanto risultato dell’incrocio di popoli e migrazioni”. xi6/vbo/mca2
Pif “Il cibo è cultura, se la Sicilia fosse più brutta ci sarebbe più impegno”

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