Partito Democratico in fibrillazione a Molfetta. Se da tempo i rapporti tra la segreteria cittadina del Pd ed il sindaco di centrosinistra Paola Natalicchio si erano deteriorati adesso ne arriva anche l’ufficialità.
Per la verità le acque erano agitate già prima delle scorse elezioni regionali, quando la Natalicchio si è ritrovata “a sua insaputa” in coalizione (con Realtà Italia) alle Regionali consiglieri che in Comune le sono avversari: Saverio Tammacco. Lo stesso sindaco qualche mese fa su facebook scriveva “La stessa gente candidata nel centrodestra nel 2013, eletta in consiglio comunale con il centrodestra, che ha amministrato questa città nelle file del centrodestra, e che ci attacca fieramente dai banchi dell’opposizione, colpo su colpo, in consiglio comunale, sul piano regionale passa con il centrosinistra nelle liste a sostegno di Michele Emiliano? Che succede?Michele Emiliano lo sa? Ed è sicuro che questi protagonisti della politica molfettese saranno leali e lo voteranno come presidente? E sta calcolando i voti che rischia di perdere da chi non accetta questa queste manovre improntate al più becero trasformismo e a spalancare, anche da queste parti, la tentazione delle larghe intese?.
Ed è stato proprio il Pd, all’indomani delle elezioni, a chiedere una verifica di maggioranza che poi, di fatto, ha scatenato la crisi che ha portato, ieri, alle dimissioni del sindaco.
Momento clou l’incontro di giovedì scorso da CambiaVerso dal titolo più che esplicito: “Le confessioni di un pentito: una città senza programmazione, senz’anima, senza futuro”. Tra gli altri sul palco le frecciate peggiori al sindaco sono arrivate da Lillino Di Gioia, figura centrale del mondo politico molfettese di centrosinistra. E le reazioni di Natalicchio non si sono fatte attendere.
“Continuiamo cosi’, facciamoci del male. Si predica la pace, si pratica l’attacco frontale all’amministrazione. Sono stata in silenzio molti giorni, ma adesso per favore basta. Stiamo dando l’immagine di una classe politica divisa e non adeguata. Mi sento a disagio, voglio che la citta’ lo sappia. Non intendo fare il bersaglio di chi tira le freccette. Non ci sto.”, è il messaggio di risposta del primo cittadino.
Una posizione smentita e respinta dal Pd locale per bocca diretta del suo segretario Pasquale De Nicolo: “Questo manifesto non impegna e non rappresenta le posizioni del Partito Democratico. “Cambiaverso” è una associazione autonoma e distinta dal Pd molfettese”.
Adesso ci sono 20 giorni di tempo per confermare o ritirare le dimissioni (protocollate venerdì). E certamente il consiglio comunale già fissato per il 22 luglio si preannuncia incandescente, e non soltanto per l’alta temperatura prevista.
Insomma, ancora una volta i rapporti tra Pd ed eletti (qui il caso di ieri delle dimissioni del segretario di Manfredonia) sono tesi in tutta la Puglia. Servirà il congresso promesso per novembre da Michele Emiliano per riportare la calma nel partito?











