Nonostante le continue rassicurazioni di voler lavorare insieme e di mantenere unito il partito il nuovo commissario provinciale per Foggia di Azione Matteo Iacovelli, insieme al consigliere regionale Sergio Clemente stanno procedendo in solitaria una serie di azioni politiche che non possono evitare la rottura con chi ha lavorato da qualche anno allo sviluppo del partito di Carlo Calenda.
A contestare la scelta di Fabiano Amati di commissariare Azione a Foggia è il gruppo storico del Partito che fa riferimento a Carlo Calenda, dopo la riunione di alcuni giorni fa nel capoluogo dauno.
“Sbigottiti dai numerosi comunicati stampa – sottolineano – di cui non entriamo nel merito della valutazione, si è riunito il vertice storico del partito provinciale eletto nell’ultimo congresso tenutosi soltanto un anno fa e rappresentato dal segretario provinciale Michele Triventi“.
Hanno partecipato alla riunione il Vicesegretario provinciale Giuseppe De Vitto vicesindaco di Candela; il Vice presidente provinciale Patrizia Salvetti; il Segretario cittadino di Foggia Nicola Zingrillo; il Vice segretario Foggia e organizzazione provinciale
Ruggiero d’Acunio; Leonardo Favatà consigliere comunale di Candela; Del Vento Andrea ex vicesindaco attualmente consigliere comunale di Sant’Agata di Puglia; Matteo Falcone consigliere comunale di Roseto Valfortore; Evangelista Valeria responsabile pari opportunità provinciale; il Segretario cittadino di Candela Stefano Pennacchio; il segretario cittadino di Deliceto Lorenzo Racioppo; Pompeo Lanna dirigente provinciale; Raffaele Buccino dirigente provinciale; Carlo Russo dirigente provinciale.
In conclusione i presenti hanno ritenuto illegittimo il commissariamento provinciale nella persona di Matteo Iacovelli da parte del neo commissario regionale Fabiano Amati.
“Lo riteniamo illegittimo – scrive Michele Triventi – perché la delibera della direzione nazionale del partito, incarica Amati con la finalità di portare a nuovo congresso il partito regionale, non certo di intervenire sulle province regolarmente elette, insediate ed organizzate come quella foggiana che vanta anche numerosi amministratori comunali”.
“Riteniamo che non si possa compiere un’azione del genere, in un partito moderno, strutturato e regolamentato secondo principi democratici, anche perché se questo metodo dovesse essere riconosciuto dal partito e dalla direzione nazionale sarebbe un allarme per tutti i segretari eletti democraticamente che potrebbero essere destituiti dall’incarico senza nessuna motivazione.
Abbiamo creduto in Carlo Calenda e nel suo progetto politico capace di creare un vivaio in cui far crescere quella politica sana, utile a contrastare l’antipolitica dei cinque stelle e la politica della prima Repubblica che contribuì a creare la cosiddetta “casta”, non di certo in un partito che nel 2023 pensa di fare e disfare secondo logiche clientelari e ad personam.
Proprio nell’ultima assemblea di Azione nazionale tenutasi a Napoli, Calenda ha parlato di un partito capace di essere scalabile dall’interno per auspicare una crescita virtuosa e competitiva.
Riflettendo bene, l’unica motivazione politica rilevante potrebbe esser stata l’aver espresso al consigliere Clemente, la volontà del partito provinciale di supportare il Presidente della Provincia uscente Nicola Gatta, riferisce Triventi, cosa che faremo di fatto perché tutti i nostri amministratori hanno già condiviso la nostra posizione.
Tutto questo è stato anche condiviso con gli amici provinciali di Italia Viva con cui abbiamo instaurato un rapporto di collaborazione e condivisione di idee e progetti interessanti per il territorio di capitanata.
Come se non bastasse tutto ciò a destare sgomento ed imbarazzo, apprendiamo della difficoltà di posizionamento in consiglio regionale in quanto sempre il consigliere regionale Clemente pare non voglia mollare la poltrona da consigliere di maggioranza nonostante la linea politica del partito di Carlo Calenda sia sempre stata netta nei confronti di Michele Emiliano.
A questo punto ci chiediamo se siamo noi azionisti della prima ora ad aver sbagliato partito ed aver investito male il nostro tempo da qualche anno a questa parte, oppure se sia opportuno che Carlo Calenda ritorni presto in Puglia a rimediare”.











