Un inquietante mistero ha scosso nella giornata di ieri la città di Bari. Nel pomeriggio alcuni passanti e frequentatori del Parco Maugeri si sono imbattuti in una macabra scoperta: un teschio umano parzialmente celato tra i cespugli e la vegetazione dell’area verde, nei pressi dell’ingresso di via Napoli. Secondo le prime testimonianze raccolte sul posto, a portare alla luce i resti ossei potrebbe essere stato un cane a passeggio nel giardino pubblico. L’allarme è scattato immediatamente, trasformando una tranquilla giornata primaverile in un vero e proprio giallo urbano.
La macchina investigativa si è attivata rapidamente per isolare la zona e preservare ogni potenziale indizio. Sul posto sono intervenute tempestivamente le pattuglie della Polizia Locale e gli agenti delle Volanti della Questura di Bari, che hanno provveduto a transennare l’area botanica allontanando i curiosi. Poco dopo sono giunti gli specialisti della Polizia Scientifica e un medico anatomopatologo designato dalla Procura per effettuare i primi rilievi sul terreno e per recuperare i resti. Per consentire il corretto svolgimento delle attività investigative, l’accesso al parco è rimasto interdetto al pubblico per diverse ore.
Le prime indiscrezioni trapelate dagli ambienti investigativi offrono dettagli significativi sull’esame preliminare del cranio. La struttura ossea si presentava sostanzialmente integra e, secondo i residenti e i primi riscontri dei medici legali, conservava ancora l’arcata dentaria con alcuni denti attaccati. Un altro elemento cruciale per il caso è il ritrovamento di alcuni rosari posizionati accanto o nelle immediate vicinanze dei resti, che pare fossero stati depositati all’interno di un vaso abbandonato nell’erba. Tali dettagli guideranno gli inquirenti nelle prossime delicate fasi di identificazione.
Al momento le forze dell’ordine mantengono il più stretto riserbo e non escludono alcuna pista, dall’occultamento di cadavere al gesto isolato. Tuttavia, i primissimi elementi anatomici emersi fanno ipotizzare che i resti, risalenti a molto tempo fa, possano appartenere a una donna anziana. Saranno ora gli esami autoptici approfonditi e i test del DNA, affidati all’Istituto di Medicina Legale, a stabilire con certezza l’età del reperto, l’epoca del decesso e, soprattutto, a dare un nome all’identità misteriosa custodita per lungo tempo nel cuore del Parco Maugeri.











