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Consiglio Regionale, il tira e molla prosegue. Si litiga su dignità e poltrone

Se ancora qualcuno non lo avesse capito, Azione è all’opposizione del Governo Emiliano. E non per un posizionamento sterile nell’aula del Consiglio Regionale, ma per l’indisponibilità dei consiglieri regionali passati dalla maggioranza al partito di Calenda e Renzi di sostenere l’azione politica di Michele Emiliano.

Ormai lo hanno capito anche i sassi. Così come anche i muri di Via Gentile hanno capito che i consiglieri regionali di Azione sono assolutamente indisponibili a “lasciare” il ruolo nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, che spetterebbe (il condizionale è d’obbligo, a questo punto) alla maggioranza.

Le motivazioni addotte sono di natura squisitamente giuridica, come sottolineano anche questa mattina l’ennesimo comunicato sul tema. Al tempo stesso, però, i consiglieri di Azione fanno finta (soltanto finta) di non capire che il punto che la maggioranza ha posto sul piatto è l’opportunità di avere due consiglieri di opposizione nell’Ufficio di Presidenza e non uno solo. Di fatto “scippando” la poltrona lasciata da Giandiego Gatta (eletto al Parlamento) e pretendendone una per la maggioranza, lasciando poi fuori tutto il centrodestra (che al momento punta l’indice sulle beghe interne al centrosinistra aspettando che loro risolvano la grana).

Il tutto con il “piccolo” intoppo di avere la responsabilità della paralisi di fatto del Consiglio Regionale.

Questa mattina scrivono i Consiglieri di Azione Fabiano Amati e Ruggiero Mennea: “Ripetiamo, ripetiamo, ripetiamo. Noi siamo all’opposizione di Emiliano e gli incarichi istituzionali assunti a inizio legislatura sono per Statuto immodificabili, salvo gravi motivi d’indegnità nell’esercizio della funzione, e non c’entrano nulla con il posizionamento politico in maggioranza o all’opposizione. Inoltre: l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale deve essere un luogo di neutralità e perciò all’atto della costituzione è prescritta una modalità di costituzione idonea a garantire la più ampia rappresentanza tra i gruppi. È questa una questione di alfabetizzazione istituzionale e spiace che Emiliano nel suo discorso di ieri abbia segnalato un limite nella conoscenza di norme e logica”.

“Ripetiamo allora insieme. Noi siamo all’opposizione di Emiliano e chi dovrebbe cambiare ente, piuttosto che lo scranno in Consiglio, è lo stesso Emiliano, reo di non occuparsi di liste d’attesa, screening ecc. e di non dire una sola parola sulla grave crisi morale della Regione. Va bene così? O dobbiamo continuare a parlare di maggioranza e opposizione su una storia, il segretario d’aula, che è difficile pure a spiegare? Va bene così o dobbiamo per forza dire che tutta questa manfrina è un tentativo, al costo di sembrare analfabeti sulle regole istituzionali, di dare il posto di segretario d’aula a un Consigliere regionale del gruppo Con Emiliano?”

Si parla tanto di opportunità politica e di dignità. Ma di fatto si dimentica che quelle regole per garantire la neutralità di un istituto come l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale si basano proprio sulla rappresentanza di tutte le anime del Consiglio stesso: maggioranza ed opposizione che di fatto si mettono daccordo per garantire la massima neutralità dell’Ufficio stesso attraverso una situazione paritetica tra le parti ed i gruppi. Non prevedendo però il passaggio di uno o più consiglieri tra maggioranza ed opposizione per via di un cambio di “casacca” politica.

Opportunità e dignità di un Istituto, però, sono ben altro. Ed ultimamente non ci sembra di vederne troppa in giro. Da nessuna parte. Mentre il giochino delle poltrone prosegue imperterrito.

Domani cosa accadrà?

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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