Il processo per la morte di Michele Cilli va avanti. Ieri ci sono state le richieste dell’accusa: condanne a 20 anni di reclusione per Dario Sarcina, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio del 24enne di Barletta, e a 6 anni per Cosimo Damiano Borraccino, accusato della soppressione del cadavere in concorso con Sarcina.
Queste sono state le richieste del pm nel corso dell’udienza per l’omicidio del giovane barlettano di cui si sono perse le tracce la notte tra il 15 e il 16 gennaio 2022.
Secondo la ricostruzione dei fatti emersa dall’indagine e dal processo, il 24enne Cilli aveva trascorso la serata con alcuni amici in un bar e poi si era allontanato a bordo di un’auto guidata da Sarcina che, dopo 45 minuti circa, tornò nello stesso locale da solo.
Secondo le indagini e l’accusa Sarcina si sarebbe diretto con Cilli verso la litoranea di Ponente e sarebbe entrato nel garage di un complesso nel quale è rimasto per circa mezz’ora. Da quel garage Sarcina sarebbe uscito da solo. Subito dopo nel garage si sarebbe recato Borraccino il quale sarebbe stato ripreso in un distributore di carburante a riempire una tanica di benzina per poi tornare nel garage.
Richiesta opposta, invece, per gli avvocati della difesa, che hanno richiesto l’assoluzione con formula piena. La sentenza è attesa per il 30 marzo.
Intanto all’esterno del carcere di Trani i familiari di Sarcina hanno affisso uno striscione per reclamare l’innocenza dei due imputati, secondo la loro versione del tutto estranei ai fatti contestati.
Il corpo di Michele Cilli non è mai stato ritrovato.











