Ancora un job-day, il secondo di otto, a Sammichele di Bari. Nel pomeriggio di ieri, nella Sala Consiliare, si è discusso di promozione attraverso un turismo attrattivo e di qualità. In particolare, dopo il primo appuntamento durante il quale si è parlato delle opportunità che un territorio può offrire ai giovani (e non solo), il nuovo incontro, realizzato nell’ambito di “Non perdere la bussola” di Punti Cardinali (punti di orientamento per la formazione ed il lavoro), ha posto accento ai servizi di accoglienza e ricettività nel settore prettamente turistico.
Promuovere il Brand Puglia attraverso nuovi modelli di turismo: un turismo culturale ed esperienziale, sostenibile ed autentico che spinga il visitatore ad apprezzare appieno le nostrane bellezze. Una promozione territoriale che non può scindere da capisaldi come l’arte e l’enogastronomia ma che deve guardare anche a linee programmatiche efficienti ed efficaci evitando fenomeni come il campanilismo o la concorrenza (sterile) tra comuni: occorre lavorare assieme per una valorizzazione comune, ossia un’idea di promozione, a trecentosessanta gradi, della Puglia.
Il secondo incontro di Non perdere la Bussola
A seguito dei saluti istituzionali del sindaco di Sammichele di Bari Lorenzo Netti, ha introdotto e moderato l’incontro la dottoressa Graziana Loiotone.
Il tavolo tecnico è stato presieduto da diversi professionisti ed esperti che con i propri interventi hanno fatto luce su punti di forza e criticità del turismo pugliese.
Tra i relatori, Vito Carrieri, sindaco di Polignano a Mare, che ha sottolineato l’importanza di una rete sinergica tra le parti coinvolte nel settore turistico, quindi la definizione di un rapporto solido tra albergatori, addetti alla logistica, operatori, guide e strutture ricettive. Quindi, non può che essere il risultato delle scelte politiche adottate da un amministratore ma soprattutto il frutto di una grande capacità ed impegno collettivo di un’intera cittadina.
Sono questi i presupposti per promuovere un turismo sostenibile a livello ambientale, culturale ma anche sociale: parola del primo cittadino del comune pugliese da pochissimo ribattezzato come la città più accogliente al mondo.
Anche l’industria culturale-creativa delle arti performativi deve essere un espediente per costruire una “buona accoglienza”: è essenziale avere su un territorio strutture alberghiere e non per dare alloggio (in generale offrire servizi) ad artisti che, in particolar modo nella bella stagione, sono protagonisti di eventi di largo consenso. Tali manifestazioni muovono chiaramente macchine organizzative non indifferenti e, al tempo stesso, tantissimi turisti che accorrono per apprezzarne l’iniziativa.
Andrebbe quindi evitato l’ammassamento di festival e rassegne nei soli mesi estivi; destagionalizzare l’offerta turistica che diviene satura in alta stagione determinando non pochi problemi di abitabilità, circolazione o parcheggio nei grandi centri urbani e, al contempo, l’impossibilità per i visitatori di godere di tutti gli appuntamenti presenti sul territorio e dunque costretti ad una scelta (di contro l’economia si arresta quasi totalmente durante l’inverno).
È quanto evidenzia Renzo Rubino, cantautore e musicista originario di Martina Franca (TA) che difatti si è imbattuto in simili difficoltà allorquando ha ideato “Porto Rubino”: il Festival del mare e della musica che quest’anno vedrà la quinta edizione svolgersi dal 2 al 9 luglio tra Campomarino, Monopoli, Giovinazzo ed altre località marittime.
Spingere per una nuova mentalità attraverso la realizzazione di un turismo innovativo ed esperienziale che deve partire dalla preziosa collaborazione tra amministrazioni illuminate e associazioni del Terzo Settore e, in particolare, le pro loco che negli ultimi anni si sono sviluppate come frontiere indispensabili in ogni città in qualità di gestori degli info-point, quali luoghi di primo contatto per il turista, e fautori di azioni di interesse socioculturale e promozionale.
Garantite anche un’animazione territoriale con il coinvolgimento delle attività commerciali per offrire al turista una esperienza culturale a tutto tondo. Considerando le peculiarità del Tacco d’Italia, il presidente regionale dell’UNPLI Puglia, Rocco Lauciello, afferma che questo può avvenire, ad esempio, attraverso la pratica della raccolta delle ciliegie, la realizzazione delle orecchiette, la degustazione della frisella ed altri prodotti tipici, l’accoglienza speciale in porto per mano di un gruppo bandistico.
Non da meno i successivi interventi. Dapprima Gaetano Meste, CDA di Puglia Sviluppo, ossia l’agenzia che gestisce le misure attive e i finanziamenti per conto della regione Puglia per supportare piccoli e grandi progetti imprenditoriali. Egli ha evidenziato le molteplici opportunità che il settore turistico pugliese, nell’ambito dell’auto-imprenditorialità, può offrire. Si pendi al bando NIDI, quale Fondo di sostegno per le nuove iniziative d’impresa.
Francesco Iovene, dottore commercialista esperto in fiscalità delle strutture ricettive extralberghiere, ha illustrato una panoramica delle diverse tipologie di alloggio e il conseguente iter fiscale e burocratico da seguire per una regolare apertura, quindi gli adempimenti iniziali per avviare una attività e le successive normative da rispettare che sono divenute oggi più stringenti rispetto al recente passato.
A chiudere la conferenza, tanto impegnativa quanto interessante, l’esperienza di Giandomenico Laera, in qualità di locatore e referente provinciale Asshotel Confesercenti e OTA specialist. Dal suo intervento emerge come oggi sia inscindibile il turismo dal web, ed in particolare la gestione di una struttura ricettiva dalle logiche delle piattaforme digitali, le cosiddette OTA, acronimo di online travel agency (e pensiamo per eccellenza a Booking, Expedia e Airbnb), che offrono una visibilità esponenziale per i gestori e, al contempo, una larga e immediata scelta per il turista (a chiaro discapito delle classiche agenzie viaggi).











