HomePoliticaDai ComuniSanteramo, bocciato il piano di alienazione degli immobili comunali

Santeramo, bocciato il piano di alienazione degli immobili comunali

Dal direttivo locale di Santeramo in Colle del Movimento “Noi con Salvini” (Segretario Fabio Bagnulo) e Democratici per Santeramo (Segretario Domenico Caponio) ed anche a firma dei due Consiglieri comunali Giovanni Riviello e Camillo Larato riceviamo e pubblichiamo un intervento sulla recente bocciatura della Regione Puglia del piano di alienazione degli immobili di proprietà comunale messa in atto dall’amministrazione di Santeramo. Eccone il testo.

Era il Consiglio Comunale del 20 ottobre 2014 quando il Sindaco di Santeramo D’Ambrosio, con la sua abituale enfasi raccontava al suo fedele Presidente del Consiglio ed ai suoi soliti 4 gatti che si fregiano del titolo di “Consigliere Comunale” (Labarile, Stasolla, Fraccalvieri, Sampaolo e Conversa), un’altra delle sue incredibili trovate, annunciando trionfante di aver “finalmente sbloccato la vendita a privati delle Scuole Rurali” (con il Consigliere Camillo Larato obiettammo trattarsi di “svendita”, visti i prezzi stracciati che erano stati indicati, ma tant’è, andarono avanti lo stesso come al solito).

In quello stesso Consiglio Comunale, sempre grazie al Sindaco ed ai suoi 6 (sei!) portabandiera, Santeramo fu saccheggiata con l’imposizione di tutte quelle tasse con aliquote ai massimi livelli che ancora ci stanno facendo piangere. Auspicammo che almeno con il ricavato delle esorbitanti tasse si riuscisse a risolvere il problema delle buche e della manutenzione stradale nel perimetro urbano. Sulla questione strade urbane, e sull’emergenza creatasi a seguito di una situazione mai vista prima, il Sindaco e l’Assessore al ramo annunciarono trionfanti che entro il 2015 avrebbero sistemato “le strade di Riviello” (quello più petulante sul problema specifico), con l’approvazione del piano di vendita delle Scuole Rurali, con l’incasso di €. 349.000,00 e con l’inserimento della stessa somma immediatamente nel “Programma Triennale delle Opere Pubbliche” (votato sempre dagli stessi 7 personaggi).

Ebbene, con Delibera della Giunta Regionale n. 1522 del 31/07/2015 il Consiglio Comunale, il Sindaco, l’Assessore al ramo ed il Comune di Santeramo hanno fatto una figuraccia inenarrabile.

Osserva, infatti, la Regione:

  1. sono “ASSENTI” le certificazioni delle avvenute pubblicazioni (vizio INVALIDANTE);
  2. ASSENZA di verifica di compatibilità delle varianti proposte con la sovraordinata pianificazione;
  3. CARENZA documentale;
  4. EPISODICITA’ di talune varianti, avulse dalla pianificazione generale;
  5. CARENZA di motivazioni in merito alle nuove destinazioni.

Per l’effetto, dunque, la Regione ha ritenuto anche necessario revocare il proprio “silenzio assenso” maturato, non attestando la compatibilità del “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari Comunali” del Comune di Santeramo in Colle rispetto alla pianificazione sovraordinata, ai sensi dell’art. 17 della L.R. n. 5/2010.

Dopo questa clamorosa bocciatura (ovviamente tenuta a tacere sino ad oggi), i tempi per l’incasso di questi €, 349.000,00 si allungano a dismisura, così come quelli per poter seriamente pensare a sistemare le strade di Santeramo. Ma, tanto i nostri Amministratori sono troppo impegnati a fare gite all’Expo con la fascia tricolore, a cambiare sensi unici, a creare ridicoli spartitraffico ed enormi -quanto inutili- isole pedonali.

Infatti, visto che la manutenzione delle nostre strade continuerà ad andare avanti senza alcuna programmazione, né certezza, sarà meglio andare tutti a piedi, ma guardando bene dove camminate perché le buche resteranno tutte là. Dinanzi a tanto dilettantismo, nonostante il Sindaco avesse già assunto un Dirigente a Tempo Indeterminato e si accinga addirittura ad assumerne un altro (sempre a spese nostre), non sarebbe il caso di chiedere scusa alla Città per questa bocciatura e, magari (non vorremmo chiedere troppo) “cambiare mestiere”? In attesa dei prossimi “annunci” stratosferici, conditi dalla ormai stucchevole retorica dell’uomo instancabile e sempre al lavoro per il suo paese, sarebbe già qualcosa.

Fabio Bagnulo

Domenico Caponio

Giovanni Riviello

Camillo Larato

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