A Taranto chiudono gli uffici comunali periferici del Quartiere Paolo VI per una riorganizzazione voluta dall’amministrazione guidata da Rinaldo Melucci. Una scelta, che però, si è tradotta in una chiusura che costringerà gli oltre 20mila abitanti del quartiere a spostarsi nelle zone limitrofe per ogni esigenza di rapportarsi con l’amministrazione e la burocrazia comunale.
Per Massimiliano Di Cuia (Forza Italia) “Melucci persevera ad agire in danno delle periferie di Taranto e stavolta lo fa chiudendo gli uffici comunali di Paolo VI. Il che vuol dire che circa ventimila cittadini del quartiere dovranno spostarsi e arrivare fino a Tamburi per avere un qualsiasi documento. Una scelta che sta già provocando il malcontento dei tarantini e su cui chiediamo un immediato dietrofront. Non è pleonastico dire, ancora una volta, che le periferie di Taranto attendono il potenziamento dei servizi e questa decisione del sindaco va nella direzione opposta. Noi ci opporremo e faremo sentire la voce dei cittadini, giustamente preoccupati dai tanti disagi che deriverebbero da una tale “riorganizzazione”, nella speranza che la Giunta si ravveda”.
Ma critiche alla scelta di chiudere gli uffici arrivano anche dal centrosinistra. A parlare l’ex presidente della Circoscrizione Paolo VI Gaetano Blè (Pd), che ha voluto scrivere al primo cittadino per sottolineare la sua opposizione alla scelta fatta.
“Caro sindaco, – si legge – mi giunge voce che sta deliberando, o lo ha fatto in queste ore, che verranno chiusi gli uffici comunali di Paolo VI. Questo significherà per circa 20 mila cittadini doversi spostare sui Tamburi per un qualunque certificato. Le sembra una cosa normale che questo accada? Invece di potenziare i servizi nelle periferie si aggiunge ora un’altra debolezza. Si faccia un giro sul quartiere, e non dove la conduce qualche consigliere compiacente. Perché non si fa il contrario? Tamburi è collegata alla città, Paolo VI è molto più distante”.
Ma nel quartiere tarantino anche la cittadinanza è in fermento e sottolineano in una nota. “La decisione dell’Amministrazione cittadina di chiudere l’ufficio comunale di Paolo VI e di accorparlo al rione Tamburi per quanto riguarda il rilascio di carta d’identità, certificati, etc. penalizza fortemente il quartiere già isolato rispetto al resto della città”.











