HomeEconomia & SviluppoCosa sono gli NPC e chi è Giuliana Florio?

Cosa sono gli NPC e chi è Giuliana Florio?

Negli ultimi giorni le piattaforme Instagram e TikTok sono state invase da un nuovo curioso trend. Si tratta dell’Npc streaming, con oltre 14,2 miliardi di visualizzazioni a livello mondiale.  In Italia la tiktoker Giuliana Florio, 27enne napoletana laureata in sociologia, è la prima esponente divenuta “virale” per alcune sue live. Ma di cosa si tratta?
Sono delle vere e proprie dirette realizzate in streaming nelle quali i content creator o tiktoker si muovono con gesti stereotipati e quasi robotici.

Il successo della Florio, con varie ospitate e interviste in radio, ha incoraggiato anche altri colleghi content creator, che hanno deciso di partecipare a loro volta con video in modalità Npc. Alla luce dell’elevata diffusione del fenomeno, cerchiamo di capire di cosa si tratta e di ripercorrere le origini di questo trend.

La sigla Npc deriva da un’espressione inglese presente nei videogiochi, ovvero i cosiddetti non-playable character: personaggi non giocanti appunto che nei videogames non hanno un ruolo e non vengono gestiti né controllati da altri giocatori. Ciò significa che l’Npc viene “mosso” dal sistema stesso rispondendo agli stimoli “esterni” con gesti prestabiliti.

Caratteristica dei non playable character? Non cambiano né evolvono, ma ripetono instancabilmente le stesse battute e gli stessi movimenti per tutta la durata del gioco.

Tutto è iniziato in Giappone dove la tiktoker Natuecoco è stata la prima, con i suoi capelli argentati e le finte orecchie da gatto, a realizzare una diretta dove si comportava proprio come un Npc dei videogiochi. Il trend è diventato poi virale nel luglio 2023 quando la creator canadese Pinkydoll, che oggi si definisce la regina degli Npc, ha iniziato a realizzare dirette su Tiktok in cui si comportava proprio come un Npc dei videogiochi, reagendo ai “regali” e alle donazioni degli altri utenti che seguivano le sue dirette pronunciando frasi ripetitive accompagnate da movimenti reiterati. Solo nel primo mese, la creator ha totalizzato 400mila follower in più, arrivando a guadagnare una somma di denaro pari a 7.000 dollari al giorno.

In Italia l’Npc streaming è diventato virale grazie alla creator Giuliana Florio, che ha iniziato a realizzare alcune live in cui ringrazia tutti i suoi nuovi follower o coloro che partecipano alla diretta donando sticker che hanno un valore variabile anche di pochi centesimi.  La mimica della Florio prevede uno sguardo fisso nel vuoto, un tono di voce ritmico con palese accento napoletano e movimenti semplici scanditi dalle richieste dei suoi followers.

Tra le frasi più iconiche che caratterizzano le sue live vi sono ad esempio: Amma fa TikTok? E facimmelo buon” oppure “o sacr cor di San Gennaro”, che la creator ripete con le mani che formano un cuore. Da qualche giorno inoltre su Spotify, nota piattaforma di streaming musicale, è possibile utilizzare la canzone Frrr Rha, che la Florio ha realizzato insieme al dj Gabriele Silvestri e che riprende una delle battute più frequenti che utilizza nelle sue dirette. Potevano i nostri influencer pugliesi esimersi dal seguire questo trend? Certamente no! Ecco allora che anche Michele Monopoli propone la sua versione NPC in salsa pugliese.

Archiviato Facebook che ormai appartiene ai Baby boomers, e che si impoverisce sempre più di contenuti per far spazio a promo e sponsorizzate (non è un caso se, come Youtube premium, anche Meta proponga da qualche tempo, un abbonamento senza pubblicità a soli 12,99€!), le nuove generazioni partono verso nuove destinazioni digitali nelle quali poter mettere in mostra i propri  talenti, le proprie passioni e a volte anche altro…

Tra le piattaforme virtuali più in voga al momento ci sono appunto Tiktok, Twitch, Instagram ma non solo… Questo passaggio ha consentito una traslazione generazionale, sostanzialmente i padri hanno smesso di seguire i figli e viceversa. Una asimmetria digitale che consente alla mano destra di ignorare cosa fa la mano sinistra con risvolti distopici sul piano umano e sociologico. Facebook è stato per molto tempo quel diario di bordo dove raccontare senza troppi filtri pensieri, paure ma anche festeggiare obiettivi raggiunti, momenti felici. Un album dei ricordi e un’agenda che ci aiuta a memorizzare compleanni e ricorrenze.

Pian piano però abbiamo abbandonato le parole per fare spazio alle immagini, quelle sì piene di filtri, e adesso stiamo lasciando alle nostre spalle anche quelle per fare posto ai video, pieni di musica, di metatesto e di messaggi nascosti. Un passaggio questo che ci allontana dalla riflessione e dalla ponderazione della scrittura per avvicinarci sempre più ad una deriva culturale 4.0. Oggi infatti, un articolo di giornale o la lettura di alcune pagine di un libro da leggere magari nel tempo di un caffè ci sembreranno molto più lunghe di quei tre o quattro reel, di durata doppia magari, che guardiamo apaticamente sul nostro smartphone ogni giorno.  La scrittura ha i minuti contati? Sicuramente coinvolge meno la nostra attenzione rispetto al sacr cor di San Gennaro dove il focus è tutto incentrato sul lato ludico e di puro intrattenimento.

Per avere un profilo con tanti followers infatti non è più sufficiente scattare foto di tramonti mozzafiato arricchendole con frasi “acchiappa-like”. Panem et circenses: serve intrattenere e avere un qualche tipo di talento che venga riconosciuto dagli altri, in poche parole bisogna stupire il pubblico.  Compito della piattaforma diviene allora offrire quanti più contenuti possibili in linea con i nostri interessi di modo tale da perdere la cognizione del tempo e, un po’ come avviene nei casinò a Las Vegas, farci rimanere incollati alle slot machine.

Non è un caso se quel gesto che facciamo quotidianamente, e più volte al giorno, lo scroll con il dito dal basso verso l’altro per aggiornare il feed dei social media, replichi quasi fedelmente quello di una qualsiasi macchinetta mangiasoldi. La dipendenza insomma, è dietro l’angolo.

Npc come nuovo mezzo di comunicazione geniale e innovativo? Sicuramente è un mezzo in grado di attrarre le giovani generazioni, sempre più dipendenti dagli smartphone. Il rischio però è quello di avvicinarci ad un mondo sempre più inautentico e virtuale dominato da un’architettura irreale e mosso da fantocci inanimati pronti a tutto per fama e guadagno. Spaventa pensare come queste persone, molti sono giovani che non hanno neanche compiuto 30 anni, si lascino “controllare” online e live da qualcun altro per pochi like, qualche follower, e solo nel migliore dei casi, per soldi.

La Florio, in un’intervista rilasciata qualche giorno fa, si dice consapevole della sua scelta, è una ragazza laureata e che lavora all’estero con non pochi sacrifici e che pur di raggiungere un pubblico che evidentemente non le prestava la giusta attenzione si è detta disposta a tentare la strada del Npc streaming che la porterà chissà forse a Sanremo.

Le domande che forse non ci siamo ancora posti però restano in attesa di risposte: stiamo diventando prevedibili? Siamo disposti a tutto pur di avere fama e guadagni momentanei e passeggeri? Dove può condurci questa dipendenza? Oggi ci vengono proposte a pagamento piattaforme quali Youtube e Facebook, e se domani a pagamento diventassero anche i motori di ricerca come Google ad esempio? Sarebbe la fine della democrazia di internet? Non ci resta che scoprirlo.

Una cosa è certa, rivedendo alcune di queste live Npc l’impressione è quella di un corto circuito, di un black-out terrificante. La speranza è che dopo il buio, si torni “a riveder le stelle“.

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