Vendevano monete e banconote false via Telegram ricevendo in cambio Bitcoin.
Un’associazione a delinquere è stata scoperta dai carabinieri a Massafra, dove questa mattina sono stati arrestate quattro persone (uno in carcere e tre ai domiciliari) per associazione per delinquere finalizzata alla fabbricazione e distribuzione di monete false e di riciclaggio, realizzato su canali online mediante l’uso di criptovalute.
Dodici, in tutto, gli indagati dell’inchiesta dei Carabinieri che si sta sviluppando tra la provincia jonica e Milano, Roma, Pordenone, Torino, La Spezia e Trapani. A capo dell’organizzazione c’era un 34enne di Massafra, cittadina nella quale aveva sede la stamperia abusiva.
Dalle indagini è emerso che gli acquirenti, accedendo al canale Telegram, dopo aver pagato in Bitcoin le monete contraffatte, per un corrispettivo corrispondente al 50% del valore nominale, ricevevano plichi postali spediti con vettori privati operanti a Massafra. I Carabinieri hanno messo gli occhi sull’organizzazione criminale a partire da un sequestro di 668 monete da 2 euro false compiuto il 10 aprile 2021 nelle Marche. Le verifiche hanno consentito di inquadrare le monete nell’ambito di una nuova classe di contraffazione caratterizzata dalla coniazione di ottima qualità realizzativa e dalla presenza del magnetismo, tutti elementi che le rendevano difficilmente distinguibili da quelle genuine.
Secondo l’accusa, avvalendosi delle capacità tecnico-metallurgiche di alcune delle persone coinvolte nell’inchiesta e delle competenze telematiche di altre, sarebbe stato realizzato un complesso sistema finalizzato all’anonimizzazione delle transazioni, alla ricezione dei pagamenti in criptovalute e alla successiva trasformazione delle stesse in moneta corrente. Gli accertamenti svolti hanno complessivamente consentito di ricondurre al presunto sodalizio criminale la realizzazione di 60 spedizioni di monete false in ltalia e all’estero (Svizzera e Francia), per un totale di circa 90.780 Kg ovvero 102mila monete da 2 euro.











