Un gol nel finale di gara di Daniele Verdi, che festeggia nel migliore dei modi la sua centesima gara con lo Spezia e bissa il gol segnato sei giorni fa ad Ascoli decide la sfida tra lo Spezia ed il Bari.
I pugliesi dopo il successo con il Sudtirol si fermano immediatamente dopo aver disputato una partita ordinata in fase difensiva, ma senza guizzi in avanti. Aramu ha vagato per il campo spaesato e senza incidere, Nasti ci ha provato, ma girando spesso a vuoto contro i possenti difensori centrali della squadra ligure. Morachioli quando è entrato (enfant du pais) ha cercato di metterci impegno e sprint, ma senza essere pericoloso.
Troppo poco per poter impensierire Zoet, anche se qualche occasione il Bari l’ha avuta (clamorosa quella nel primo tempo con Koutsoupias solo davanti al portiere dello Spezia, ottimo il tiro a giro di Di Cesare centravanti aggiunto all’ultimo respiro).
A centrocampo Maita e Benali fanno il loro compito, ma sono interditori e non creatori di gioco. Ed allora come fa il Bari ad essere pericoloso? Si cercano le punte con palle alte alternate a filtranti. Benino Koutsoupias nel primo tempo quando ha spinto parecchio, molto meno bene nella ripresa.
Insomma, il problema del Bari resta li davanti: la difficoltà a produrre gioco di qualità nella metacampo offensiva è palese, ed il gol resta un problema.
Ed ecco che lo Spezia, una squadra in risalita dopo un inizio di campionato tra molte difficoltà, riesce a centrare la seconda vittoria consecutiva grazie ad un guizzo finale del suo giocatore migliore, dopo una partita fatta molto di sprazzi e strappi, con minuti di qualità che però solo in un paio di occasioni hanno impensierito Brenno (che sull’occasione migliore dei padroni di casa si è fatto male battendo la testa contro il palo).
Un’altra occasione persa per il Bari, che continua a vivacchiare a centroclassifica con una squadra che, ancora una volta, ha mostrato più limiti che pregi.











