HomePoliticaAcciaierie d'Italia, si va verso il commissariamento e poi una gara internazionale

Acciaierie d’Italia, si va verso il commissariamento e poi una gara internazionale

Acciaierie d’Italia viaggia spedita verso l’amministrazione straordinaria, ma si va verso uno scontro legale dagli esiti incerti e dai tempi lunghi tra il socio privato, Arcelor Mittal, ed il socio pubblico, Invitalia, con sul banco il programma di rilancio per il siderurgico italiano ed il futuro ambientale, industriale e sociale di Taranto (insieme alle altre sedi italiane),

Secondo Arcelor Mittal, infatti, con il commissariamento c’è “una grave violazione dell’accordo di investimento”. Il governo lavora per definire tempi e modi dell’operazione, con il pressing costante di sindacati e aziende dell’indotto ricevuti nella serata di ieri a Palazzo Chigi per fare il punto sulla situazione.

Ma ci saranno anche tutele per l’indotto con “l’intenzione di mettere in campo un ammortizzatore sociale unico” per le aziende interessate. Nelle prossime ore, massimo nei prossimi giorni, ha riferito il governo “saranno nominati i commissari straordinari per Acciaierie d’Italia assicurando che la scelta ricadrà su figure che abbiano una professionalità e una competenza specifica nel settore siderurgico e una conoscenza diretta degli impianti”.

Insieme alla nomina dei commissari verrà messo in campo anche un prestito ponte da 320 milioni di euro per garantire la continuità produttiva degli impianti.

Nomi certi non ce ne sarebbero e non ne sono stati fatti. Ma nella rosa all’esame ci sarebbero il commercialista Andrea Zoppini, l’esperto siderurgico Carlo Mapelli, ma anche i commercialisti Marco Costantini e Giovanni Bruno. L’obiettivo – ha spiegato il governo – è quello di garantire la continuità dell’azienda e darle rilancio. E poi – ha aggiunto il ministro delle Imprese Adolfo Urso – si punta a na “gara nel minor tempo possibile perché si sono affacciati numerosi investitori italiani e stranieri”.

Nelle intenzioni del governo il commissariamento, con l’estromissione di Arcelor Mittal, dovrebbe fare da ponte per l’ingresso di nuovi investitori privati. Il ministro Urso ha portato l’esempio anche “dei recenti accordi che riguardano il sito industriale di Piombino”. Il riferimento è al recente protocollo siglato con gli ucraini di Metinvest, Danieli e Officine Meccaniche, per il rilancio del sito toscano. La strada è tracciata ma i timori rimangono.

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Redazione
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