I pregiati agrumi del golfo di Taranto stanno vivendo una annata disastrosa. Su tutte l’annata della clementina Igp è in profonda crisi per via della siccità. Il mercato non le accetta per il calibro troppo piccolo ed è una annata completamente da dimenticare per i produttori di almeno sette comuni.
Intanto i costi di produzione sono raddoppiati per la necessità di irrigare maggiormente le coltivazioni ormai per tutto l’anno, mentre il ricavo per ogni chilo è di appena 30 centesimi. Un prezzo che non vale il costo del raccolto.
Di seguito una nota del consigliere Antonio Scalera ( LaA Puglia domani):
“A dicembre scorso, presentai un’interrogazione urgente sulla importazione dall’estero di arance contaminate dalla “macchia nera”, inoltre, ponevo l’attenzione sulle varie insidie che ogni anno subiscono le campagne agrumicole pugliesi. In quella interrogazione chiedevo di mettere in campo un piano straordinario agrumicolo per contrastare la concorrenza sleale dei Paesi comunitari ed extracomunitari che stava determinando un calo dei prezzi di vendita del 25%.
“Coldiretti Taranto ha lanciato in queste ore un nuovo grido d’allarme per mettere in evidenza che, mentre da una parte i costi per la produzione di clementine risultano più che raddoppiati, anche a causa delle irrigazioni di soccorso per la siccità , dall’altra parte, prima, vengono svenduti a prezzi stracciati e poi finiscono al macero con gli agricoltori che stanno potando gli agrumeti senza più neppure raccogliere le clementine, in quanto la raccolta delle clementine è stata caratterizzata dai prezzi bassi.
“Ho chiesto All’assessore all’agricoltura Donato Pentassuglia, e alla presidente del Consiglio, Loredana Capone, di aderire alla richiesta di Coldiretti Taranto per attivare nell’immediato un tavolo regionale di crisi per il settore agrumicolo a seguito del crack di mercato in provincia di Taranto”.











