HomeCronacaSorridi e ripeti: sii felice, sei a Bari

Sorridi e ripeti: sii felice, sei a Bari

In questi giorni sta emergendo uno spaccato della città di Bari che oggettivamente tutti conoscono.

Che ci sia, in prossimità delle elezioni, un tentativo di compravendita di voti attraverso scambi reciproci di favori, lo sanno tutti. Che ci siano parcheggiatori abusivi in zone strategiche della città e magari soprattutto durante il fine settimana, lo sanno tutti.

Che in piazza Umberto, e in altre zone della città, si spacci a cielo aperto, lo sanno tutti. Che si vendano piattini di frutti di mare di fronte al Teatro Margherita senza scontrini e senza tracciabilità del prodotto, lo sanno tutti.  Che le orecchiette delle signore di Bari vecchia siano spesso industriali e non fresche del giorno, lo sanno tutti. E anche lì tracciabilità e scontrini neanche a parlarne. Che salire su un autobus senza il biglietto e fumando sia illegale, lo sanno tutti. Che tutte queste attività, e molte altre, siano illecite, lo sanno tutti.

Ma allora, se tutti lo sanno, perché nessuno fa niente?

Sono problemi noti, è vero così come è noto il trend di Bari e della Puglia ad internazionalizzarsi.  Buy Puglia e Puglia Unexpected Italy sono solo due delle ultime campagne per promuovere il turismo e  che portano di anno in anno sempre più turisti sulle nostre coste.

Soltanto a Bari nel 2023 ci sono stati 515 mila arrivi e 1 milione di presenze. Un boom di turisti. E cosa vengono a fare a Bari? Semplice, vogliono vedere ciò che la rende unica e semplice, vogliono vedere la Bari vera, quella verace, quella autentica non quella “pizza e mandolino” per intenderci. E allora immaginiamo per un istante che la metà di questi turisti, arrivati con aereo o in crociera a spasso per la città per pochi minuti, abbia voluto trascorrere una “giornata tipo” a Bari: il passaggio sul Lungomare più bello d’Italia è d’obbligo così come un gustoso aperitivo di frutti di mare con selfie-ricordo. Poi, un salto rapido a prendere un souvenir per amici e parenti, la calamita ormai è fuori moda, meglio due orecchiette “fatte a mano”.

Provate ad immaginare che ognuno di questi turisti spenda tra i 25 e i 30 euro, rimanendo bassi, e moltiplicate tale importo per i dati degli arrivi e delle presenze poc’anzi citati. Avrete una seppur minima idea di un importo che, per le casse dello Stato. non esiste. Ma, a dirla tutta, quello che sembra non esistere, è il controllo.

Sì perché se certe attività vengono consentite, è perché qualcuno gira la testa dall’altro lato.

Ci domandiamo di chi sia allora il compito di verificare e fermare queste attività.

Ora, che le storie abbiano un lieto fine, ci è stato raccontato sin da piccoli.

Eppure, le fiabe ci insegnano anche che esiste il lupo cattivo. La vita di tutti i giorni, diceva Calvino, è una vita in cui si è mangiati vivi, si è sbranati. E questo la fiaba lo dice nella maniera più evidente attraverso il lupo, l’orco e il drago. “Qualsiasi discorso che facciamo ai bambini per spiegargli che la vita sarà piena di pericoli, che lui deve esserne cosciente ma che non deve aver paura, sarà un discorso più astratto, più debole e in fondo più falso di quello che la fiaba gli dà”.

Proviamo allora, per un istante, a credere ancora al potere delle fiabe, a quello delle parole, e a quello di chi questa città la può, e la deve, salvare davvero. Senza colore politico, e senza girarsi dall’altro lato.

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