Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione.
“Abbiamo voluto creare le condizioni per avviare una riforma importante. – ha commentato il ministro Raffaele Fitto – nella programmazione 2021-2027 gli impegni e le spese sono quasi pari a zero quindi l’obiettivo è rimettere in moto in modo concreto, coerente e concordato con gli altri programmi risorse con importo pari a 43 miliardi euro di risorse europee a cui si aggiungono risorse di cofinanziamento nazionali e regionali per un importo complessivo di 74 miliardi da spendere nella programmazione 2021-2027 da utilizzare per le prime due annualità, pari al 20% di ognuno singoli programmi, entro il 31 dicembre 2025”.
Con la riforma, si assicura il coordinamento tra gli interventi dalla politica di coesione attuati a livello regionale e quelli attuati a livello nazionale, promuovendo la complementarietà e la sinergia tra gli interventi della politica di coesione europea e gli investimenti previsti dagli Accordi per la coesione e dal PNRR.
Si introduce il bonus giovani, che consiste nell’esonero dal 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro – nel limite massimo di 500 euro mensili – per 2 anni, per l’assunzione di giovani con età inferiore a 35 anni, donne e, nelle Regioni della Zona Economica Speciale unica del Mezzogiorno, anche degli over 35 disoccupati da almeno ventiquattro mesi.
Il decreto prevede inoltre un bonus donne in favore delle lavoratrici svantaggiate, con l’esonero dal 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro per un massimo di 24 mesi – nel limite massimo di 650 euro su base mensile – per ciascuna lavoratrice assunta a tempo indeterminato. Il bonus si applica alle donne di qualsiasi età, con un trattamento di maggior favore per le donne residenti nel Mezzogiorno.
Con il bonus ZES, il provvedimento sostiene lo sviluppo occupazionale nella ZES unica del Mezzogiorno attraverso uno sgravio contributivo del 100% per un periodo massimo di 24 mesi nel limite di 650 per ciascuno lavoratore assunto, per i datori di lavoro di aziende fino a 15 dipendenti.
La riforma prevede l’individuazione di interventi prioritari in una serie di settori strategici condivisi con la Commissione europea, secondo un approccio orientato al risultato, con l’obiettivo di rafforzare il livello di efficacia e di impatto degli interventi.
I settori strategici sono:
- risorse idriche
- infrastrutture per il rischio idrogeologico e la protezione dell’ambiente
- rifiuti
- trasporti e mobilità sostenibile
- energia
- sostegno allo sviluppo e all’attrattività delle imprese, anche per le transizioni digitale e verde
Si tratta di settori caratterizzati da servizi e infrastrutture essenziali per cittadini e imprese ed ambiti fondamentali per accrescere la competitività e l’attrattività del Paese e del Mezzogiorno e per rispondere efficacemente alle sfide della transizione verde e digitale.
La scelta di questi settori mira tra l’altro a dare effettiva attuazione agli strumenti di pianificazione richiesti dalle cosiddette “condizioni abilitanti”, definite dal regolamento europeo sulla politica di coesione 2021-2027 e che devono essere rispettate da tutte le Regioni che vogliano accedere ai finanziamenti europei, con particolare riferimento a quelli previsti per i settori delle risorse idriche, dei rifiuti e dei trasporti, nonché accelerare i processi di adempimento delle suddette condizioni abilitanti per le Regioni che non hanno ancora adottato le previste pianificazioni.











