L’anticiclone Minosse sta investendo l’Italia con temperature anche oltre i 40 gradi nelle zone più interne che va ad aggiungersi ad una siccità prolungata che sta mettendo in crisi l’agricoltura.
Mentre il Nord continua a fare i conti con forti temporali – ieri pioggia e grandine sono cadute in quantità su parte della Lombardia, Pavia e Bergamo in particolare – la forte ondata di calore non molla la presa sul Centrosud, anche se un allentamento dell’afa è previsto per la giornata di domani.
Per oggi il ministero della Salute prevede due città con bollini rossi, a Bari e Campobasso. Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Francesco Vaia, spiega: “A fronte del grande caldo di questi giorni, che mette a rischio soprattutto soggetti fragili e anziani, come ministero abbiamo emesso una circolare che invita tutte le Regioni a mettere in campo tutte le azioni necessarie a protezione dei soggetti fragili”.
L’ondata di afa con temperature decisamente oltre le medie stagionali nel mese di giugno, associata alla siccità perdurante da mesi, hanno seccato la terra, svuotato le spighe di grano e stanno mandando in stress gli animali nelle stalle che stanno producendo il 15% di latte in meno. A denunciarlo è Coldiretti Puglia.
Per le mucche – sottolinea la Coldiretti regionale – il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte, quando con le alte temperature ogni singolo animale arriva a bere fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi meno caldi. Per. Per questo – rileva la Coldiretti Puglia – sono già scattate le contromisure anti afa nelle stalle dove sono entrati in funzione anche ventilatori e doccette refrigeranti per sopportare meglio la calura e i pasti vengono dati un po’ per volta per aiutare le mucche a nutrirsi al meglio senza appesantirsi. A risentire è tutto il settore agricolo divenuto rovente e secco – denuncia Coldiretti Puglia – con oltre 164 milioni di metri cubi di acqua in meno rispetto alla capienza degli invasi, con i prodotti agricoli di stagione a rischio nei campi.
Al calo delle produzioni di latte si aggiunge anche un aumento dei costi nelle stalle per i maggiori consumi di acqua ed energia – aggiunge Coldiretti Puglia – che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere al caldo, in una situazione in cui scarseggiano i mangimi e l’acqua spesso neppure c’è.
Il caldo bollente e la mancanza di acqua – precisa la Coldiretti Puglia – hanno anche fatto crollare la produzione di foraggio, avena e orzo., necessari per l’alimentazione del bestiame con la siccità che ha dimezzato la produzione di grano e altri cereali, criticità che si registrano in tutta la regione dove con il picco delle temperature – sottolinea la Coldiretti Puglia –manca l’acqua necessaria ad irrigare le coltivazioni che si trovano in una situazione di stress idrico.
Una conferma dei cambiamenti climatici in atto che hanno cambiato soprattutto la distribuzione temporale e geografica delle precipitazioni tanto che la siccità che è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura pugliese con danni stimati in oltre 70 milioni di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti, secondo l’analisi Coldiretti Puglia.











