HomePoliticaChi prenderà le chiavi del centrodestra?

Chi prenderà le chiavi del centrodestra?

Proprio così, come quando si onora qualcuno delle “chiavi della città” per alti meriti, queste benedette chiavi del centrodestra sono contese e oggetto di dibattito e numeri, quelli dei sondaggi, che ultimamente tentennano ed oscillano. Tra il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini e il Presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, sono ancora molti i nodi al pettine che, di sicuro, la scena internazionale non aiuta a sciogliere.

Già perché il Cavaliere, dopo sei anni di assenza, oggi (22.10.2015, ndr) parteciperà al Congresso del PPE a Madrid. Qui, davanti ai 749 delegati del partito ed a 14 capi di Stato, gli occhi saranno puntati soprattutto sul rapporto convulso con Angela Merkel, tra le più accreditate nel dirigere il “golpe bianco” orchestrato per la caduta del suo ultimo esecutivo nel 2011. Come alacremente il giornalista americano Alan Friedman raccontò nel suo libro “Ammazziamo il Gattopardo”.

Ma nella steatopigia di pesi e contrappesi, il Partito Popolare Europeo è sicuramente motivo di divisione anche interna, con quel Salvini che proprio non vuol sentir parlare di euro a traino tedesco. Inoltre, c’è l’8 novembre in Piazza Maggiore a Bologna, una muscolare manifestazione anti-Renzi, che il Carroccio colorerà senza bandiere per allargare il parterre dei partecipanti. Gli azzurri nel frattanto, in un teatro di Firenze hanno sovrapposto gli eventi irritando l’alleato: “Se Berlusconi non partecipa alla nostra manifestazione di Bologna sbaglia di grosso. Ma se vogliono vedere chi riempie di più la piazza, si accomodino pure.”

Ed è così che ancora non è scartata la possibilità che l’ex premier partecipi ad entrambe le kermesse, oppure, che cancelli quella indetta dai forzisti.

In fondo il perno della vexata quaestio sono proprio quelle chiavi di cui abbiamo parlato in apertura. Andare incontro all’altro Matteo, significa prestare il fianco alla sua scalata Nazionale verso la leadership. Ma ostacolarlo al contempo, potrebbe sgretolare l’unità della coalizione e comunque far perdere una ghiotta occasione per rifondare l’area senza una guida credibile e di forte carisma. Forza Italia non ha in dote nessun cavallino rampante, ma se non sponsorizza il goleador Salvini (Berlusconi dixit), rischia di chiudersi in difesa.

E poi ci sono i satelliti, più o meno grandi, di una destra che stenta a ritrovarsi ed a parlarsi.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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