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Capo di Leuca, primo giorno di scuola con la vodka: studentessa in coma etilico

Euforia per l’inizio della scuola, quindi un brindisi “speciale” al nuovo anno accademico, o semplice bravata da supereroi, materiale goliardico per click facili da pubblicare sui social? Le ragioni sono poco chiare, nei fatti una ragazza di 14 anni è stata ricoverata all’ospedale in coma etilico.

È successo mercoledì, al suo primo giorno di scuola superiore, nel Capo di Leuca, dove ha bevuto della vodka in compagnia di alcune amiche. Una fanfaronata poco prima della fine delle lezioni che alla giovanissima è costata un trasporto d’urgenza alla clinica “Cardinale Panico” di Tricase.

Secondo le ricostruzioni, la studentessa si sarebbe allontanata dall’aula con le amiche di classe e, sfuggite al controllo degli insegnanti, avrebbero assunto il superalcolico nel bagno dell’istituto. Sarebbero riuscite nell’intento di eludere docenti e personale attraverso la trasparenza della sostanza alcolica nella borracce, in sostituzione dell’acqua.

Lontane da occhi indesiderati, avrebbero partecipato a un gioco o una “challenge”, assumendo la vodka. La situazione, tuttavia, è degenerata quando la 14enne ha iniziato a sentirsi male e vomitare, fino a collassare. Spaventate per l’accaduto, le compagne d’avventura hanno subito allertato un’assistente scolastico che ha chiamato i soccorsi. Immediato l’intervento del 118 e del personale sanitario che hanno ritenuto necessario ospedalizzare la ragazza, restata sotto osservazione nel reparto di pediatria sebbene non in pericolo di vita.

Nella stessa mattinata che in Salento si consumava l’episodio, la Regione Puglia attraverso un post Facebook augurava all’intera popolazione studentesca uno lieto inizio: «Che possa essere un anno di crescita e di formazione, di soddisfazioni e di opportunità, di conoscenza e sviluppo. Buon anno scolastico».

Chi ben incomincia è a metà dell’opera. Magari preferibile cambiare rotta, almeno per questa opera. Certo dallo spiacevole accaduto di provincia qualcosa occorre imparare, ancora una volta: necessario resta la definizione e l’attuazione di politiche, forti e reali, nelle scuole ma non solo, con l’obiettivo di educare e sensibilizzare a determinate tematiche come le dipendenze o la sessualità, campagne di indottrinamento contro forme di violenza e razzismo, e la trasmissione di valori civili e sociali.

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