Un bacio durante i colloqui in carcere non per scambiarsi affetto, ma per passarsi di bocca in bocca le schede telefoniche. Era questo l’ingegnoso e illecito stratagemma utilizzato da un detenuto legato al clan mafioso Strisciuglio per continuare a gestire gli affari criminali direttamente dalla cella.

I dettagli sono emersi nell’ambito dell’operazione “Re Nero”, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Modugno, che ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari tra Palo del Colle e le carceri di Lecce e Paola (Cosenza).

I dettagli del blitz e i provvedimenti cautelari

L’ordinanza, emessa dal GIP su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bari, fotografa una fitta rete criminale. Il bilancio dell’operazione conta in tutto quattro arresti, di cui due soggetti già reclusi in istituti penitenziari; una persona trasferita oggi in carcere ed un indagato sottoposto ai arresti domiciliari.

Per un ulteriore indagato il giudice ha respinto la richiesta di custodia cautelare avanzata dal pubblico ministero, non ravvisando l’attualità del pericolo.

Le accuse contestate agli indagati sono pesantissime e tutte aggravate dal metodo mafioso. Spiccano il tentato omicidio, l’estorsione, il porto illegale di armi, la ricettazione, il furto e l’incendio di vetture, oltre al favoreggiamento e all’introduzione clandestina di telefoni in carcere.

Le indagini: dalle estorsioni al tentato omicidio

L’inchiesta copre un arco temporale che va dal 2023 al 2024, facendo luce su un grave fatto di sangue avvenuto il 16 novembre 2021 a Palo del Colle. In quell’occasione, un agguato fallito ai danni di un imprenditore locale aprì lo scenario investigativo.

Secondo la ricostruzione della DDA, la vittima – un commerciante attivo nel settore del noleggio auto – era finita nel mirino del clan per ripetute richieste estorsive. Il rifiuto di sottostare al racket avrebbe innescato la violenta reazione del gruppo criminale.

L’atto intimidatorio: Prima del tentato omicidio, il clan aveva lanciato un durissimo avvertimento. Contro l’ingresso del bar dell’imprenditore, situato nella zona 167 di Palo del Colle, furono esplosi ben 15 colpi di pistola calibro 9. Un’azione di fuoco che, secondo gli inquirenti, aveva il chiaro obiettivo di colpire le persone presenti nel locale.

Tre SIM nascoste in bocca: come viaggiavano i comandi dal carcere

L’aspetto più clamoroso dell’indagine riguarda proprio la gestione delle comunicazioni con l’esterno. La fidanzata del detenuto sarebbe riuscita a introdurre clandestinamente in carcere tre schede SIM.

Il passaggio dei micro-dispositivi avveniva letteralmente di bocca in bocca, camuffato da un bacio durante i colloqui visivi. Grazie a questo espediente, l’esponente del clan Strisciuglio aggirava le restrizioni carcerarie, continuando a impartire direttive strategiche e ordini operativi sul territorio.

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