Appalti assegnati ad imprenditori amici e collusi in cambio di regali e favori. Sotto i riflettori delle Forze dell’Ordine e della Procura di Bari sarebbero finiti alcuni imprenditori e funzionari pubblici che avrebbero dato corpo ad una vera e propria associazione a delinquere che sarebbe stata ideata e guidata da Nicola Sansolini, 64 anni, di Taranto, ingegnere e direttore dell’Area tecnica della Asl di Bari. Secondo le ipotesi accusatorie altri due dipendenti dell’azienda ed un certo numero di dipendenti ed imprenditori sarebbero stati coinvolti in questo giro di affari poco chiari.
Per queste ragioni la Procura di Bari ha chiesto e ottenuto un’ordinanza di custodia cautelare (carcere e domiciliari) per dieci, tra cui dirigenti e funzionari dell’azienda sanitaria: sono accusati di associazione a delinquere finalizzata a corruzione e falso.
Gli indagati sono in tutto 17 ed i fatti contestati riguarderebbero un lasso di tempo compreso tra il 2021 ed il 2024. “A seguito di un accordo illecito protrattosi nel tempo e tuttora perdurante – è detto negli atti – pianificavano l’illecita gestione dei lavori inerenti diverse opere pubbliche”. Si tratterebbe soprattutto di appalti legati alla manutenzione delle strutture sanitarie ospedaliere del territorio barese e dell’hinterland.
Numerose anche le perquisizioni in corso, che coinvolgono anche numerose aziende del territorio, a cominciare da quelle di Giovanni Crisanti, imprenditore 67enne del capoluogo pugliese.
Agli arresti sono finiti oltre a Sansolini anche i funzionari Nicola Iacobellis e Concetta Sciannimanico, gli imprenditori Giovanni Crisanti e Nicola Minafra, il rappresentante Ignazio Gadaleta. Disposti gli arresti domiciliari per Paola Andriani, Nicola Murgolo, Cataldo Perrone e Giuseppe Ricci.
Maggiori dettagli saranno diffusi in una conferenza stampa organizzata a Bari per questa mattina.











