Cambio ai vertici delle Ferrovie Sud Est. L’azienda di trasporti regionale pugliese controllata dal ministero dei Trasporti, infatti, ha visto questa mattina riunirsi a Roma, presso la sede del Ministero dei Trasporti, la propria assemblea straordinaria che, su impulso del ministro Graziano DelRio, ha visto rivoluzionare la propria dirigenza. Via, dunque, Luigi Fiorillo ed al suo posto un consiglio di amministrazione formato da tre componenti: Andrea Viero, Angelo Mautone e Domenico Mariani (già in passato presidente Amgas Spa a Bari).
“I nuovi consiglieri di amministrazione – su legge in una nota del ministero – hanno accettato con spirito di servizio, mettendo a disposizione le loro competenze professionali, la richiesta del ministero per un nuovo corso delle Ferrovie Sud Est che affronti le criticità in una prospettiva di stabilizzazione, chiarezza e prospettive di una società che eroga servizi ai cittadini avvalendosi del contributo di oltre 1.300 lavoratori”.
Una azienda, quella delle FSE, in grossa crisi sia dal punto di vista economico che giudiziario. Sono oltre 240 i milioni di euro che pesano sul bilancio dell’azienda, oltre a grane ancora in itinere sull’acquisto, a peso d’oro, di alcune carrozze provenienti dall’Est Europa negli anni passati. Ed ancora, disservizi continui ed un parco viaggiante, sia su ruota che su rotaia, anacronistico e troppo spesso danneggiato e tecnicamente inadatto ad un compito strategicamente fondamentale come il trasporto pubblico.
Ma basterà il cambio al vertice a risolvere, quasi per magia, tutti i problemi delle Ferrovie Sud Est? A chiederselo è il consigliere regionale Luigi Morgante (Area Popolare-Mps). “La nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione decisa direttamente dal Ministro Delrio, è un primo segnale di cambiamento, alla luce della situazione finanziaria ben oltre i livelli di guardia e della qualità dei servizi offerti, delle prestazioni erogate e dei mezzi utilizzati. Ma per capire se ci sarà una vera e propria discontinuità le comunità interessate, i pendolari, gli studenti, i milioni di fruitori quotidianamente e direttamente coinvolti e interessati attendono azioni e interventi concreti, al di là dei curricula, delle esperienze professionali e personali dei nuovi amministratori: solo allora sarà possibile esprimere un giudizio sul nuovo corso. Un semplice cambio di pedine sulla scacchiera non può evidentemente bastare per vincere una partita che si sta giocando sulla pelle di tanti pugliesi, per troppo tempo colpevolmente ignorata”.
Decisamente fuori dal coro l’intervento del consigliere Ernesto Abaterusso (Pd), che parla di schiaffo al Sud ed alla Puglia per la scelta di manager provenienti da altre regioni. “Questa scelta rappresenta un atto di arroganza e di protervia nei confronti del Sud e della Puglia che ben avrebbe potuto esprimere esperienze e capacità in grado di soddisfare l’impegno richiesto. E dico anche che se Emiliano ha condiviso tale scelta ha sbagliato anche lui”.











