La Procura della repubblica di Bari ha richiesto il rinvio a giudizio di Franco Mele, responsabile reparto luci e fonica della Fondazione Petruzzelli per rispondere di abuso d’Ufficio. Dovrà, perciò, comparire dinanzi al dottor Roberto Olivieri del Castillo, GUP (Giudice per l’Udienza Preliminare), che stabilirà se accogliere o meno la richiesta della Procura.
Le indagini svolte dalla Guardia di Finanza hanno accertato che il Mele, socio al 90% della Crescendo Srl, di cui la moglie dello stesso è legale rappresentante, avrebbe affidato alla stessa società diversi appalti da parte della Fondazione Petruzzelli, approfittando del suo ruolo, ricoperto in detto ente pubblico, di responsabile delle luci e della fonica.
La GdF ha quantificato l’ingiusto vantaggio procuratosi dal Mele in circa mezzo milione di euro. Difficile non mettere in relazione l’episodio con il deficit di due milioni di euro, accumulato in pochi anni dalla Fondazione Petruzzelli, recentemente sanato dal Comune di Bari con un contributo a copertura d’importo equivalente. Altrettanto difficile, non chiedersi quali altre magagne si nascondano ancora tra le pieghe delle allegre gestioni della Fondazione Petruzzelli. Infatti, sia nelle gestioni ordinarie, con tanto di Consiglio di Amministrazione, sia in quella commissariale, i deficit sono sempre cresciuti in misura esponenziale.
Difficile anche non ricordare che un noto giornalista d’inchiesta barese trovò il Mele impegnato a sovraintendere alla costruzione di un palco per un comizio della campagna elettorale di Antonio Decaro. Credo che il Sindaco, o quantomeno il responsabile della sua campagna elettorale, farebbero bene a chiarire che ruolo ha avuto il Mele in quelle circostanze ed i rapporti con lo stesso. E’ vero che il Mele non è stato rinviato a giudizio e per lui, come per chiunque altro, vale il principio d’innocenza, ma è altrettanto vero che chi ricopre incarichi pubblici, a maggior ragione se di primo piano, ha il dovere di essere trasparente e non sottrarsi ai dovuti chiarimenti, com’è invece lecito per un imputato comune.
Alla Corte dei Conti, oggi di fronte a notizie di fatti che la riguardano direttamente, ripetiamo la domanda formulata in calce all’articolo collegato.











