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Il discorso di inizio 2025 che non ti aspetti, Zuckerberg riscrive le regole sui social media. Ecco cosa cambia

È di poche ore fa il discorso che non ti aspetti, quello del Ceo di Meta, Mark Zuckerberg, che fa capo ai social che più di tutti utilizziamo quotidianamente. Parliamo di What’s app, Facebook, Instagram e Threads. Un discorso a tutto campo nel quale si evidenziano errori commessi in questi anni ai quali Zuck vuole porre rimedio il prima possibile, tornando a far crescere le interazioni sulle sue piattaforme. Un discorso che riportiamo qui e che mette a nudo difficoltà e criticità cui hanno dovuto far fronte in questi anni le nuove piattaforme.

“È il momento di parlare di qualcosa di importante, di tornare alle nostre radici. Ho creato Facebook, Instagram e i social media per dare alla gente una voce. Ho parlato pubblicamente alla Georgetown 5 anni fa, spiegando l’importanza della libertà di espressione e lo credo ancora oggi, ma molte cose sono cambiate in questi anni. C’è stato un ampio dibattito sui possibili rischi derivanti dai contenuti online: governi e media tradizionali hanno spinto verso una censura sempre più importante. Molto di tutto ciò è chiaramente politico, ci sono numerose esperienze negative come quella della droga, del terrorismo e dello sfruttamento di bambini, sono cose che prendiamo molto seriamente e abbiamo preso molto seriamente queste tematiche creando un sistema complesso per moderare in contenuti. Il problema con i sistemi complessi è che fanno errori. Per cui, anche se erroneamente viene censurato l’1% dei post, si parla di milioni di persone e abbiamo raggiunto un punto in cui ci sono troppi errori e troppa censura. Le ultime elezioni sono state il culmine culturale nei confronti di questa prioritizzazione dei discorsi. Per questo torneremo alle nostre radici, focalizzandoci sulla riduzione degli errori, semplificando le nostre policies e ripristinando la libertà di espressione sulle nostre piattaforme in particolare:

  1. Ci sbarazzeremo dei fact checkers rimpiazzandoli con annotazioni della Community come fatto da X negli Stati Uniti. Dopo le prime elezioni vinte da Trump nel 2016 i media tradizionali scrissero senza freni di come la disinformazione fosse una minaccia per la democrazia. Noi provammo in buona fede ad indirizzare quelle preoccupazioni senza diventare gli arbitri della verità. Ma i fact checkers sono divenuti troppo politicamente prevenuti e hanno finito per distruggere più fiducia di quanta non ne abbiano creata specialmente negli US. Pertanto nei prossimi mesi porteremo avanti il sistema delle annotazioni della Community.
  2. Semplificheremo le policies riguardanti i contenuti e sbarazzandoci delle restrizioni su temi quali l’immigrazione o genere che sono fuori dal mondo rispetto all’opinione pubblica. Ciò che è nato come un movimento per rendere la Community più inclusiva, ha iniziato incredibilmente a spegnere opinioni e a far tacere persone con idee differenti. Ed è andato troppo oltre. Voglio essere sicuro che le persone possano condividere le proprie idee, credenze ed esperienze sulle nostre piattaforme
  3. Cambieremo il modo in cui rafforzeremo le nostre policies per ridurre errori che rappresentano la maggior parte della censura sulle nostre piattaforme. Prima utilizzavamo filtri per scansionare possibili violazioni delle policies. Ora focalizzeremo l’attenzione per affrontare le violazioni illegali di elevata gravità. Per quelle meno gravi, ci affideremo a qualcuno che riporti il problema prima di far entrare noi in azione. Il problema qui è che i filtri fanno errori e fanno scomparire numerosi contenuti che non dovrebbero. Perciò richiamandoli, ridurremo drasticamente il numero di censura sulle nostre piattaforme. Ottimizzeremo inoltre i nostri filtri sui contenuti di modo da dare molta più fiducia prima di eliminare i contenuti. La verità è che questo è uno scambio: significa che cattureremo meno cose cattive ma ridurremo anche il numero di post e profili di persone innocenti che erroneamente abbiamo bloccato.
  4. Faremo tornare contenuti di interesse civile e politico. Per un momento le persone hanno chiesto di vedere meno contenuti politici perché la gente era stressata per questo abbiamo smesso di consigliare quei post ma sembra che siamo in una nuova era adesso e pare che la gente voglia vedere nuovamente quei contenuti quindi riappariranno su Facebook, Instagram e Threads mantenendo la Community amichevole e positiva.
  5. Inoltre, trasferiremo la nostra squadra che si occupa di fiducia, sicurezza e moderazione dei contenuti fuori dalla California e la nostra revisione dei contenuti basata negli US sarà basata in Texas. Poiché lavoriamo per promuovere libertà di espressione credo possa aiutare a costruire fiducia fare questo lavoro in luoghi dove ci sia meno preoccupazione su questi pregiudizi per il nostro team.

Infine lavoreremo col Presidente Trump per respingere i governi di tutto il mondo che perseguitano le aziende americane e spingono per censurare di più.

Gli Stati Uniti hanno le più ampie protezioni costituzionali per libertà di espressione nel mondo. L’Europa ha incrementato il numero di leggi rendendo difficile la costruzione di innovazione lì e istituzionalizzando la censura. L’America latina ha tribunali segreti che possono ordinare alle compagnie di smettere silenziosamente di fare qualcosa. La Cina ha censurato le nostre apps anche per lavorare nel Paese.

L’unico modo con il quale possiamo combattere questo trend globale è quello di supportare il governo americano ed ecco perché è stato così difficile negli ultimi anni quanto anche il governo americano ha spinto per la censura. Rincorrendo noi e altre compagnie americane ha incoraggiato altri governi ad andare anche oltre. Ma ora abbiamo un’opportunità di restaurare liberà di espressione e sono felice di poterla prendere al volo. Ci vorrà tempo per sistemare le cose e questi sono sistemi complessi che non saranno mai perfetti. Ci sono anche cose illegali per le quali lavoreremo duramente per rimuoverle ma il punto è che dopo anni di lavoro sulla moderazione sui contenuti focalizzata sulla rimozione dei contenuti, ora è il momento di focalizzarci sulla riduzione degli errori, semplificazione dei sistemi, e tornare alle nostre radici tanto voce alle persone. Inizia un nuovo capitolo, molte novità arriveranno.”

Insomma, un “liberi tutti” e un’ammissione di colpe inaspettato ma dovuto. Dopo il forte endorsement di Musk e della sua azienda X, ex Twitter, questo passo da parte di Zuckerberg era al quanto scontato. Non ci si può più mettere di traverso specie se a governare sarà Trump per, almeno, altri quattro anni. E la politica accondiscendente verso contenuti più “politically correct” verso determinati temi caldi non ha pagato anzi ha pesato fortemente sulle condivisioni di contenuti che si sono ridotte drasticamente spingendo numerosi users a spostarsi su altre piattaforme più “libere” come ad esempio Tiktok. Ancora una volta ci troviamo dinanzi ad un mondo, anche dei social, polarizzato. Per quanto riguarda il tema del fack checking, appare scontato ma vale la pena dirlo. Se si pensa che sia contro la libertà di espressione quella di avere professionisti pagati per verificare la veridicità dei fatti, allora significa che non si vuole davvero combattere per la libertà di parola bensì per le bugie senza ostacoli e ciò creerebbe un precedente importante quanto rischioso.

Per cui, ben vengano le novità su una piattaforma in difficoltà ma che non passi l’idea che controlli, restrizioni e censure siano sbagliate. Altrimenti rischieremmo di dare voce a tutti in maniera indistinta e senza controllo. Spetta a qualcuno poi distinguere tra informazione, disinformazione e fake news. Se così non fosse si perderebbe il limite tra ciò che giusto o sbagliato tra ciò che è falso e ciò che è vero ma soprattutto tra ciò che è sicuro e ciò che è tremendamente pericoloso. Inoltre, con il proliferare delle fake news generate dall’ intelligenza artificiale sarebbe diventato troppo oneroso continuare a tenere in piedi il programma di fact checking. In questo modo Zuck ha barattato la libertà di espressione con la libertà di informazione. Ora tutti potranno nuovamente parlare di tutto senza freni, ma possiamo davvero parlare di tutto in maniera superficiale o rischiamo in questo modo di appiattire la nostra conoscenza?

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