Due persone sono state iscritte nel registro degli indagati per la morte del neonato ritrovato privo di vita lo scorso 2 gennaio nella culletta termica della chiesa di San Giovanni Battista nel quartiere Poggiofranco di Bari. Si tratta del parroco don Antonio Ruccia e del tecnico della manutenzione che, soltanto due settimane prima del ritrovamento del corpicino, aveva fatto un intervento di manutenzione al dispositivo per un malfunzionamento.
Entrambi dovranno rispondere dell’ipotesi di reato di omicidio colposo. Nel fascicolo d’indagine si ipotizza anche il reato, a carico di ignoti, di abbandono di minore seguito da morte. Il bimbo è stato trovato poco dopo le 9.30 del 2 gennaio, dal titolare di un’agenzia funebre, Roberto Savarese, che quella mattina era in chiesa per un funerale.
Per entrambi gli indagati, fanno sapere dalla Procura, si tratta di un atto dovuto per consentire loro di nominare degli esperti di fiducia durante l’autopsia del corpicino senza un nome, che sarà eseguita domani alle ore 13, dal professor Biagio Solarino nell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari.
Il parroco, dopo il ritrovamento, ha subito dichiarato di non aver ricevuto alcuna chiamata, come invece successo nelle precedenti due occasioni, quando sono stati salvati due neonati nel 2020 e nel 2023. Compito degli inquirenti sarà dunque quello di capire perché la culla non abbia funzionato.











