HomePoliticaBariBari e la sua piazza per la Pace. Riflessione a tre anni...

Bari e la sua piazza per la Pace. Riflessione a tre anni dall’inizio della guerra in Ucraina

Intervento di Matteo Magnisi – Attivista per la Pace.

“Facebook  mi ripropone a distanza di tre anni  questa  foto  di quel  26 febbraio 2022 in piazza Prefettura a Bari nel  primo grido per la Pace della città.

In una piazza,  ricordo unità  ma  molto difficile da gestire per le tensioni vive di quei giorni,  nella quale però erano presenti  le persone ucraine e russe e credo sia stata quella la prima e l’ultima volta che la piazza ci ha visti visti insieme per la Pace. Anzi da quel momento i pacifisti  sono stati visti come  “nemici” dagli ucraini accolti o stanziali a Bari,  accusati  di non volere il bene dell’Ucraina. Ma in piazza non sono più tornati nelle manifestazioni per la pace nonostante  i governi che si sono  succeduti in questi tre anni, nazionale ed europei  e  gli  alleati dei nostri governi, in primis gli Usa, il popolo Ucraino lo abbiano sempre  armato.

Il  bilancio di oggi con  tutto il disastro che ne è scaturito  è sotto gli occhi di tutti, in termini di  distruzione e perdite di vite umane, civili e militari ucraine e russe . Oggi si vedono spiragli di un dialogo per la pace che a mio avviso non si possono  che auspicare  tra Usa e Russia,  pur tra  potenze imperialiste che la guerra l’ hanno alimentata e sostenuta. E  anche se  per i loro massimi  rappresentanti, considerati nel loro essere,  credo nessuno di chi svolge un impegno per la pace   se la senta di parteggiare,  restano gli unici a detenere in  questo momento il potere di farla cessare. Difronte a questo, come “partigiani” per la pace,  non si può non  riporre, nonostante  ogni riserva, tutto il credito e la  speranza per un riabbraccio  tra i popoli , ammaccati  come siamo ancora una volta,  tutti, in una lezione della storia che sempre tarda ad essere imparata.

L’ultimo scontro cui abbiamo assistito in una dimensione mediatica  globale tra  Trump e Zelenski che forse  appare  avviarsi a una ricomposizione, è degno di  qualche altra  considerazione.

Che nelle mani di un pregiudicato statunitense  e di  un criminale di guerra russo con mandato di  arresto della Corte Penale Internazionale, fossero addirittura riposte le speranze di pace  del pianeta con un irrinunciabile  dialogo per porre fine a  una Guerra di massacri e distruzione  che ha coinvolto con  le armi e la cobelligeranza il nostro Paese e l Europa, entrambi  in una  prospettiva di economia di guerra non sopportabile a partire dalle classi sociali più deboli, che rischia di portare a  un  conflitto contro la Russia, è forse il segno  devastante  delle mire apocalittiche del nostro tempo  di  governanti alla ricerca di nuovi equilibri geopolitici di potere soprattutto economico.

Il giudizio di “bullo”, comunque  appropriato nei gesti cui abbiamo assistito,  deve fare i conti con chi forse nasconde  dietro quello sconcertante comportamento del 28 febbraio, oltremodo censurabile nei modi, la consapevolezza  ancora non apertamente  dichiarata, di essere tutti stati o   di esserlo, se non cessa la guerra, vicinissimi a quel terrore non ancora sopito di quella paventata  terza guerra mondiale  rozzamente  gettata in faccia al “bullizzato”.

Bari, città  testimone della storia del novecento,  ricomponga  quella piazza  nell’ unita del suo  irrinunciabile ruolo di Pace.

Matteo Magnisi 
Attivista per la Pace
Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Redazione
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img