A volte capita di ascoltare musica su dischi che ci sentiamo in dovere di segnalare su queste pagine virtuali, specialmente quando rischiano per una serie di situazioni imponderabili di sfuggire all’attenzione del pubblico.
Questa volta accendiamo i riflettori su “Now You Know”, cd uscito lo scorso anno per l’etichetta FDS Records di Gravina di Puglia e firmato da Gianluca Aceto, giovane e promettente bassista. L’album, che si compone di nove tracce, è stato interamente autoprodotto, il che sta a denotare una abbondante dose di coraggio e di fiducia nei propri mezzi. Nato a Bari nel 1987, Gianluca ha cominciato a masticare subito musica fra il padre pianista e la sorella violinista. Tanto gli è bastato per esercitare l’orecchio e cominciare a studiare prima pianoforte con Gianna Montecalvo e poi basso elettrico da autodidatta. E’ passato quindi al Conservatorio, “N. Piccinni” ovviamente, dove è diventato alunno e discepolo del maestro Maurizio Quintavalle. Alle tesi di laurea di primo e secondo livello prende il massimo dei voti: questo significa non solo studio e costante applicazione, ma amore e passione per la materia e lo strumento. Gianluca comincia ad insegnare in una scuola privata e presto arrivano le prime collaborazioni non solo nell’entourage barese (Signorile, Casarano, Brancale, Campanale) ma anche in campo nazionale (Zilli, Zarrillo, Vanoni) e internazionale (il batterista Dennis Chambers), alle quali si aggiunge la partecipazione a vari festival jazz (Ginevra, Roma, Pescara, Locomotive, fra gli altri). Nel 2021 il maestro Roberto Ottaviano, uno dei suoi docenti di Conservatorio, lo chiama al suo fianco per la realizzazione di “Doussoun’ Gouni”, un progetto ardito e complesso.
L’orientamento del bassista barese è quello delle contaminazioni, rapportate a una attenta e genuina fase introspettiva. E’ questo il mood in cui maturano le composizioni del primo lavoro discografico, concepite soprattutto nel periodo del lockdown, come è capitato a molti suoi colleghi musicisti. Ed è proprio agli amici che Gianluca si rivolge per le incisioni.
A un primo ascolto il disco si presenta subito molto intimista, riflessivo, con sonorità molto ricercate ma assolutamente spontanee, sincere, immediate. Gianluca predilige atmosfere sospese, fluttuanti, che trovano riferimento in una sensibilità, artistica e umana, straordinaria, anche perchè, come ci tiene a sottolineare, l’ispirazione è strettamente autobiografica: succede quasi sempre nelle opere prime, aggiungiamo noi.
L’album si apre con “Changes”: voglia o necessità di cambiare nella propria vita per realizzarsi. Le tastiere di Francesco Schepisi predispongono il tappeto sonoro sul quale si libra il sax di Gaetano Partipilo: aria distesa e grande lirismo che da l’impronta e traccia la direttrice di tutto il lavoro.
“Unsaid” è strutturata alla stessa maniera, quasi un proseguimento ideale. e si arricchisce anche della chitarra di Luca Giannotti: tante volte le cose che rimangono nella nostra mente sono più importanti di quelle che si dicono.
“Fly to” è l’introduzione a “Copenaghen”, uno dei brani più significativi: le atmosfere si dilatano e si addensano con la magia della chitarra prestigiosa di Mike Stern. Più lo si ascolta più si percepiscono finezze ed intelligenti elaborazioni. Eccellente Schepisi al pianoforte.
“What Will Happen to You” e “Post-Pandemic Trauma” mettono in evidenza esecuzioni più articolate con uno sguardo attento a improvvisazioni differenti.
“Song for B”, che Gianluca dedica alla moglie Rossella, ci riporta sui binari di sonorità meditative seppure ritmate con discrezione. Qui fa capolino un breve assolo di basso, marca “Bella String”.
Magnifica è la title track “Now You Know”, nella quale si ripresenta la Yamaha di Mike Stern. Brano melodico di straordinaria intensità, anche se venata di leggere malinconie: alle connotazioni di una creazione tipicamente per basso si aggiunge l’equilibrio assoluto di sax e piano. Il fascino è totale e l’anima si arrende a una bellezza senza fine.
Con “Old Friend” il basso di Gianluca sale in cattedra a creare geometrie liriche e profonde che cullano la mente e la guidano verso spazi infiniti. Interessanti le parti di chitarra affidate a Claudio Suriano.
Nelle incisioni alla batteria si sono alternati Michele Acquafredda e Giuseppe Santorsola.
“Now You Know” è tanta roba. Non perdiamo di vista questo ragazzo, ha senz’altro della stoffa: “Ora lo sapete”.











