HomeAmbiente e ScienzeAutismo: le 4 ricerche più recenti che ne hanno indagato le cause

Autismo: le 4 ricerche più recenti che ne hanno indagato le cause

Dopo la bufera legata all’errata campagna d’informazione che voleva addebitare la causa dell’autismo alle vaccinazioni, l’attenzione del pubblico e dei media si è focalizzata sulle ricerche dedicate alla conoscenza delle cause di questa patologia di cui purtroppo, ancora oggi, abbiamo informazioni insufficienti per la realizzazione di una terapia che possa prevenire o curare la patologia.

Quando si parla di autismo non si indica una singola malattia ma un gruppo di disordini – in ambito medico si parla di ASD, Autism Spectrum Disorder – sviluppati a livello neurologico. Sono caratterizzati da interazioni sociali e capacità di comunicazione compromesse. Alcuni dei sintomi più tipici sono il comportamento ripetitivo e stereotipato ma le manifestazioni legate alla patologia variano da caso a caso.

Nei laboratori di tutto il mondo si continua a sperimentare e pubblicare risultati e questi sono gli ultimi 4 articoli che aprono nuovi scenari per la comprensione dei meccanismi connessi alla malattia:

1. La vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia – conosciuta come vaccino trivalente MPR – non è correlata a un incremento del rischio di autismo. Lo hanno dimostrato i dati dello studio pubblicato nell’aprile 2015 su “The Journal of the American Medical Association” intitolato “Autism occurence by MMR vaccine status among US children with other siblings with and without autism”. In particolare la ricerca dimostra che non vi è una relazione tra la somministrazione del vaccino trivalente e il presentarsi della patologia in bambini con fratelli maggiori già affetti da autismo, una fetta di popolazione ritenuta geneticamente più a rischio.

2. La differenza di genere può essere legata a un aumento della probabilità presentare disordini legati all’autismo. Secondo una ricerca presentata al meeting annuale dell’“American College of Neuropsychopharmacology” i maschi sarebbero maggiormente esposti al rischio di sviluppare alcune forme di autismo. Le bambine, infatti, posseggono un volume maggiore di materia grigia intorno alla giunzione temporale-parietale del cervello ed è proprio questa regione ad essere associata al processo di informazione sociale legata alle voci ed espressioni facciali delle persone che ci circondano. Una funzione, questa che, nello spettro dei disordini dell’autismo, è danneggiata.

3. Assumere antidepressivi durante la gravidanza aumenta il rischio di autismo nel nascituro. È stato pubblicato nella prima metà di dicembre 2015 su “The Journal of the American Medical Association – Pediatrics” l’articolo “Antidepressant use during pregnancy and the risk of autism spectrum disorder in children” scritto dai ricercatori dell’Università di Montreal. I dati hanno riguardato ben 145.456 gravidanze ed è stato dimostrato che l’assunzione di antidepressivi durante il secondo o terzo trimestre raddoppia quasi il rischio che al bimbo sia diagnosticato l’autismo entro il settimo anno di età. Si parla specificamente degli inibitori selettivi della ricaptazione di serotonina (SSRI), utilizzati soprattutto nelle terapie atte a contrastare depressione, i disturbi del comportamento alimentare e gli attacchi di panico.

4. I bambini nati da madri con sindrome dell’ovaio policistico presentano probabilità più alta si sviluppare l’autismo. “Maternal polycistic ovary syndrome and the risk of autism spectrum disorder in the offspring: a population-based nationwide study in Sweden” questo è il titolo del lavoro pubblicato su Molecular Psychiatry sempre in dicembre. I dati raccolti e analizzati dagli studiosi svedesi in collaborazione con l’“AJ Drexel Autism Institute” di Philadelphia, negli Stati Uniti, mostrano che l’esposizione prenatale a livelli elevati di androgeni – ormoni maschili che aumentano nella donna se affetta da sindrome dell’ovaio policistico – è associata a una probabilità più alta di autismo nel nascituro. Le informazioni a disposizione riguardavano la salute di tutti i bambini dai 4 ai 7 anni d’età nati in Svezia tra il 1984 e il 2007. Sono stati trovati 23.748 casi di autismo confrontati con 208.796 controlli. È stato calcolato quindi che i bambini nati da mamme con sindrome dell’ovaio policistico avevano un rischio maggiore del 59% di sviluppare l’autismo.

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