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Salvini, una giornata in Puglia tra politica, Natuzzi, Ilva e cime di rape

Non se lo spiega la stampa, non se lo spiegano le tv, non se lo spiegano i commentatori. Si sforzano di mettere cappelli aulici sui fenomeni emotivi, quasi come i commenti stralunati dei critici cinematografici su “Quo Vado?” di Checco Zalone, dove in fondo, basterebbe dire che fa ridere e diverte, mettendo in risalto le debolezze nostrane.

E così è il fenomeno Salvini. Semplice, diretto, pragmatico e risolutivo sulle vertenze che attanagliano il nostro Paese. C’è un blocco sociale importante, che è quello produttivo, che lo segue e ne condivide le battaglie. Ieri (Martedì 12 Gennaio 2016) dopo molte richieste, Matteo Salvini è tornato in Puglia. Bari e Santeramo in Colle le tappe stabilite.

salvini2 Prima il presidio contro la chiusura e la razionalizzazione dei nosocomi, che addirittura pare avere sedato gli intenti regionali portando il Presidente Michele Emiliano su posizioni più dialoganti, poi all’”Hotel Sole di Puglia” di Santeramo, dove ha incontrato con Armando Siri (Responsabile Economico/Formazione di Noi con Salvini), Pasquale Natuzzi per le spinose questioni lavorative sul distretto del salotto.

Il Segretario della Lega ha promesso di fare proprie le battaglie degli operai Natuzzi e di tornare sul territorio per sondare l’andamento della querelle. Ancora una parentesi è stata dedicata all’olio pugliese: “Domani vado a Bruxelles, nella mia commissione, perché quei geni si sono inventati la necessità di importare 35mila tonnellate di olio tunisino. Capite bene quale sarà l’impatto sulle nostre produzioni e sulla nostra già disastrata situazione occupazionale.” Non mancano interventi sulla pesca, sull’agricoltura, sulle arance siciliane con l’occhio vigile dell’On. Angelo Attaguile (Coordinatore Nazionale di Noi con Salvini).

salvini-rapeIl tutto, in una sala piena all’inverosimile e la moltitudine di selfie a cui Salvini non s’è sottratto. Nota simpatica è stata la pubblicazione di un post sulla sua pagina facebook, del piatto di “Orecchiette alle cime di rapa”, che ha potuto apprezzare nel piccolo buffet allestito per lui a fine convegno.

Insomma per lo psicodramma di chi ancora inveisce: “Che ci fa al Sud?”, bisognerebbe invece fare mea culpa e domandarsi perché uno spazio politico e rappresentativo così grande sia stato lasciato vuoto, per così tanto tempo, da indurre le rappresentanze locali a chiamare il leader della Lega Nord. E’ passato poco più di un anno da quando è nato il movimento sudista e, se pure nei meandri di un quadro ancora in divenire, si staglia e sedimenta la crescente curiosità dell’apparato “del Nord” sul Meridione.

salvini3Un commento per il nostro giornale, a mettere il sigillo a questa transumanza politica, lo da il sempre presente Armando Siri, indefesso ideologo della Flat Tax e del progetto economico-fiscale del movimento: “Renzi e il suo Governo invece di vedere nel Sud un’opportunità, vedono l’occasione di un’altra grande svendita come quella di cui sarà vittima l’Ilva, mettendo a rischio quel poco di economia che è rimasta sul territorio. Per non parlare della totale assenza del Governo nel caso Natuzzi dove 370 operai sono in cassa integrazione a zero ore nonostante la solidarietà. Proprio su questo ci stiamo impegnando in queste ore a fare quello che spetterebbe al Sindacato ma che a quanto pare non è stato fatto: Ho incontrato Pasquale Natuzzi insieme a Matteo Salvini per chiedere all’azienda attenzione per i 370 operai in cassa integrazione a zero ore che scadrà ad ottobre. Serve un piano urgente di riqualificazione industriale del comprensorio, ma per prima cosa bisogna porre fine alla concorrenza sleale messa in atto clandestinamente da gruppi di lavoratori cinesi in sfregio a qualsiasi regola. Poi chi vorrà investire dovrà dare garanzie ai lavoratori, che nessuno pensi di venire nel comprensorio e di poter speculare con i soldi pubblici sulla loro pelle.  La voglia degli operai di tornare al lavoro al più presto possibile, è la dimostrazione che c’è un Sud sano che non si accontenta di stare con le mani in mano con l’elemosina di Stato. Queste sono persone che chiedono la dignità di un lavoro: E noi siamo dalla loro parte.”

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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