Un anno fa usciva “Preghiere laiche”, ecco la seconda pubblicazione aggiornata per Michele Palumbo, docente, giornalista e autore di numerose pubblicazioni di carattere storico e filosofico, dal titolo “Preghiere laiche” (Etet Edizioni). Tutti sappiamo cosa è una preghiera e cosa significa pregare, ma pregano proprio tutti?
Pregano anche quelli che sono scettici e che addirittura non credono? In questo libro sono state raccolte quelle che possono essere definite le preghiere laiche, preghiere che contengono forti dubbi, ma anche un profondo senso religioso. Sono diciotto preghiere di filosofi (illuministi), di scrittori, di poeti, di cantautori e di umoristi.
Di facile lettura e comprensione, ogni preghiera è infatti accompagnata da una spiegazione. La preghiera di Voltaire è rivolta a Dio, quella di Diderot contiene il dubbio e la preghiera di P. H. d’Holbach (preghiera del filosofo) è rivolta alla Natura, definita sovrana di tutti gli esseri. La preghiera rivolta all’Uomo di Immanuel Kant è quello che è di fatto divenuto il motto dell’Illuminismo: Sapere aude; secondo Hegel, il giornale è la preghiera dell’uomo moderno, elemento che ci fa’ comprendere il nostro mondo storico. Libera nos Domine di Francesco Guccini è una forte preghiera in cui chiede di liberare gli uomini dall’intolleranza.
Ne Il testamento di Tito di Fabrizio De André vi è una visione critica e piena di dubbi, dove vengono elencati i dieci comandamenti, analizzati dal punto di vista di Tito, il ladrone buono pentito crocifisso accanto a Gesù. La preghiera dell’intellettuale Brecht dedicata ai bambini è una supplica, che può apparire ingenuamente infantile, contro la violenza e la guerra. Datata 2015 la preghiera “Mare Nostro” di Erri De Luca è la libertà, dinanzi allo scoramento provocato dai continui e tragici naufragi di migranti, di rivolgersi direttamente al mare, visto come madre e padre. La preghiera a Maria di Eduardo De Filippo è una preghiera fatta da Guglielmo Speranza che chiede un rovesciamento singolare: fare i peccatori, senza ipocrisie e falsi valori!
La preghiera dolce di Federico Garcia Lorca è una preghiera affinché l’esistenza dell’uomo, intessuta di gioia e dolore, abbia luce e nutrimento e affinché l’essenza dell’uomo sia pur venata di amarezza, sia sommersa o inghiottita dalla dolcezza. Nella preghiera disperata di Pier Paolo Pasolini traspare il suo complesso rapporto con la religione e lui, infatti prima afferma di non conoscere e amare Dio, poi però chiede, pregandolo, di invaderlo con il fiato che rigenera alla vita.
Nelle pagine di Se questo è un uomo, Primo Levi racconta di una preghiera, quella di Kuhn. Nel campo di concentramento di Auschwitz i nazisti hanno appena scelto alcuni prigionieri che moriranno nelle camere a gas e Kuhn ringrazia Dio per non essere stato scelto. Questa è una preghiera che non si può recitare, è solo da rifiutare. La preghiera di Ambrose Bierce è cinica ed ironica affinché non si preghi più per interessi individuali, personali e fondati sull’egoismo e sull’opportunismo.
La preghiera di Ivan Sergeevic Turgenev è ironica ed è infatti un’improvvisa frustata che fa sorridere, ma che fa anche riflettere. La preghiera sberleffo di Luigi Pirandello è un testamento – preghiera: opporre il nulla alla gloria, al potere, al narcisismo, per essere liberi almeno nella morte. La preghiera scritta dal santo Thomas More rivolta a Dio è un inno al buonumore, ma può considerarsi laica, se si tiene conto del tema della preghiera e del periodo in cui è stata scritta (1535).
Buonumore e umorismo spingono More a chiedere una grazia al Signore: quella di comprendere gli scherzi. L’ultima preghiera esaminata è quella del dubbio di Achille Campanile, una tragedia in due battute, a pregare affinché il dubbio possa sempre accompagnare l’uomo. Sì, proprio il dubbio perché come ci ha insegnato Cartesio: “il dubbio è l’origine della saggezza”.
Il libro è ordinabile online dal sito www.etet.it
Buona lettura e buone preghiere!











