Un convegno per parlare di reddito di dignità, di programmi per il welfare regionale e fare il punto della situazione anche, ma non soltanto, sulla sostenibilità del progetto su cui Michele Emiliano ha tanto puntato in questa prima parte di legislatura alla guida della Regione Puglia.
Grande partecipazione all’evento in programma oggi a Bari, nell’aula magna dell’Ateneo, sulle politiche di contrasto alla povertà, tra quadro nazionale e proposta del Reddito di dignità (ReD), promosso dalla Regione Puglia e dall’Università degli studi di Bari. Intervenuti anche il rettore dell’Università di Bari Antonio Uricchio, Vito Peragine (Università di Bari), Elena Granaglia (Università di Roma Tre), Chiara Saraceno (Collegio Carlo Alberto di Torino) e Titti De Simone, consigliera per l’attuazione del programma.
Il presidente Michele Emiliano ha fortemente voluto quest’occasione istituzionale di confronto con Tito Boeri, presidente nazionale dell’INPS, sul ReD che è uno dei punti più rilevanti del suo programma di governo.
“Con il Reddito di Dignità in Puglia – ha detto Emiliano – stiamo fondando una nuova era. Confrontarci su questo tema con persone esperte come Tito Boeri è fondamentale per limitare al massimo gli errori da nuova sperimentazione. La Regione Puglia sta per introdurre questa misura universale di contrasto alla povertà, non assistenziale, che promuove il l’entrata nel mondo del lavoro delle persone che ne sono fuoriuscite o non vi sono mai entrate. È una sfida potentissima che mi auguro serva anche all’Italia come sperimentazione, visto che siamo l’unico Paese d’Europa a non avere un reddito di reinserimento lavorativo di questo tipo”.
Emiliano, intervenendo in sala, ha ricordato che il Reddito di dignità è frutto di quel percorso partecipato durante la campagna elettorale, che ha coinvolto oltre 3500 pugliesi “un gigantesco focus group che ha redatto per la Puglia il migliore programma possibile e che oggi è nelle mani dei nostri dirigenti. Intorno al ReD – ha detto Emiliano – si è creata una bella sinergia dell’apparato burocratico. Ed è una particolare emozione, questa sera, sottoporre il nostro lavoro a una persona che consideriamo tra le più autorevoli, con il desiderio di sottoscrivere un accordo Regione Puglia – INPS”.
“L’INPS è perfetta per mettere insieme le informazioni e tutti quegli elementi che, incrociando le banche dati di cui dispone, possono favorire la corretta attuazione di queste misure. Il nostro problema è capire come, al minor costo possibile, gestire la complessità strutturale di una misura che – applicata alla realtà regionale – rischia di sovraccaricarci. Come accaduto ad esempio con Garanzia giovani che, almeno in Puglia non ha funzionato a dovere”.
“Partiamo da una convinzione: i diritti, a prescindere dal loro ruolo nell’economia, hanno comunque una priorità. La cultura prevalente spesso va in direzione contraria. Noi siamo qui per fare di questa misura non un intervento da campagna elettorale, ma uno strumento di coesione sociale e – sotto l’aspetto economico – anche di sostegno della domanda in caso di crisi ciclica. Sebbene la Regione Puglia abbia reagito bene alla crisi dal punto di vista dell’aiuto alle imprese, dello stimolo della cultura imprenditoriale, della spesa dei fondi a disposizione, tutto questo non è bastato a contrastare la povertà. Anzi, abbiamo trovato come ulteriore difficoltà nel riprendere il normale ciclo economico il fatto che c’era una quantità di gente che non aveva denaro sufficiente per vivere. Essere qui stasera significa sottoporre a una verifica la nostra legge regionale”.
Emiliano ha concluso: “Ci vorrebbe uno sblocca-welfare in Italia, un decreto che semplifichi le procedure e le renda universali. Le erogazioni ci sono da sempre, ma il loro ritorno in termini di abbattimento della povertà è stato scarso. Forse perché troppo spesso sono state utilizzate per assoggettare le persone a chi aveva il potere di erogarle. Con il ReD vogliamo scrivere una pagina nuova”.
“Ci sono tante cose che possiamo fare insieme – ha detto Tito Boeri – e sono contento di essere qui a Bari per due ragioni. La prima, perché in assenza di uno strumento nazionale di contrasto alla povertà oggi le uniche esperienze che si trovano a livello sistematico sono solo a livello locale, dove si è accumulato un patrimonio di conoscenze e di know how. Quello che state facendo qui con il ReD è molto importante e sicuramente si possono trarre lezioni su scala nazionale. La seconda ragione è che ho speranza che il 2016 sia l’anno in cui verrà introdotto un sistema nazionale di contrasto alla povertà”.
Per il presidente dell’INPS c’è un nuovo protagonismo delle regioni e la Puglia è all’avanguardia in questo ambito: “Ci sarebbe davvero bisogno di introdurre questa misura di contrasto alla povertà e siamo in grave ritardo. Se lo avessimo fatto prima della crisi non avremmo vissuto situazioni di drammatico incremento della povertà. Non c’è nulla di inevitabile in questa forte crescita della povertà











