L’Europol lancia l’allarme terrorismo in Europa: l’Isis starebbe organizzando degli “attacchi su vasta scala” in Europa. La notizia arriva mentre è in corso la riunione dei ministri degli Interni dell’Ue ad Amsterdam per discutere le misure di emergenza che potrebbero aprire la strada a maggiori controlli alle frontiere all’interno della zona di Schengen.
EUROPOL – Secondo Europol che ha pubblicato proprio oggi un rapporto “c’è il rischio” di altri attacchi in futuro dopo quelli di Parigi dello scorso 13 novembre. “L’Europa – spiega Europol – sta affrontando la più importante minaccia terroristica in oltre 10 anni” che indica la “dimensione internazionale dello Stato islamico di effettuare attacchi” nel contesto internazionale. Tanto che c’è un “numero crescente di combattenti stranieri pronto a nuove sfide”.
Per questo, aggiunge Europol “c’è un grande bisogno in seno all’Unione europea di rafforzare la risposta al terrore, alle sospette reti terroristiche e combattenti e una migliore comprensione strategica delle minacce”. “Le istituzioni Ue hanno risposto rapidamente e con forza agli attacchi terroristici dello scorso anno” e hanno aumentato “la capacità dell’Unione europea di affrontare la minaccia terroristica”. “Come previsto dall’agenda europea per la sicurezza proposta dalla Commissione europea, la creazione del Centro europeo contro il terrorismo è una grande opportunità strategica per l’Ue di rendere i nostri sforzi collettivi più efficaci. Esorto gli Stati membri dell’Ue ad avere fiducia e sostenere il Centro per aiutarlo a riuscire nella sua importante missione”, ha detto Dimitris Avramopoulos, commissario europeo per la migrazione, gli affari interni e la cittadinanza.
Il lancio del nuovo Centro a partire da gennaio consentirà tra l’altro di avere a disposizione una nuova piattaforma informativa centralizzata utile aumentare il coordinamento operativo e “migliorare lo scambio delle informazioni tra le forze dell’ordine”, ha ammesso il ministro della Giustizia olandese Van der Steur Ard che ha parlato in qualità di paese detentore della presidenza del Consiglio Ue. “Il nostro auspicio è che il Centro diventi un hub centrale per le informazioni nella lotta contro il terrorismo dell’Unione europea, che fornisce analisi per le indagini in corso e contribuisce ad una reazione coordinata in caso di gravi attentati terroristici. Europol è grato per il sostegno degli Stati membri, il Parlamento europeo e la Commissione europea”, ha detto il direttore di Europol Rob Wainwright.
I MINISTRI DEGLI INTERNI UE – Intanto proseguela riunione dei ministri degli Interni dell’Ue ad Amsterdam per discutere le misure di emergenza che potrebbero aprire la strada a maggiori controlli alle frontiere all’interno della zona di Schengen. La crisi dei rifugiati, che ha portato a una massiccia ondata di attraversamenti di migranti in Europa, ha avuto come conseguenza la reintroduzione di temporanei controlli alle frontiere per frenare il fenomeno, in particolare in Austria, Norvegia, Svezia, Danimarca, Germania e Francia. I controlli alle frontiere scadranno a maggio, a quel punto i paesi saranno obbligati ad eliminare il provvedimento o ad estenderlo per un periodo massimo di due anni.
Il meeting prevede diverse sessioni: la prima dedicata all’antiterrorismo e alla cyber security si è tenuta questa mattina, mentre dopo il pranzo è prevista una sessione sulla Migrazione al termine della quale si terrà una conferenza stampa. “I ministri dell’Interno hanno l’opportunità di discutere” sulla sospensione dell’accordo di Schengen e sulle misure “che dovrebbero essere prese o dovranno essere prese una volta che ci avviciniamo alla fine di maggio”, ha detto la portavoce della Commissione Europea Natasha Bertaud in una conferenza stampa la scorsa settimana. In base alle norme vigenti di Schengen, infatti, uno Stato membro dell’UE è autorizzato a limitare l’ingresso solo temporaneamente.











