Non va certo leggero con la sua maggioranza, anzi. Arrivano dure critiche sul metodo attuato nell’ultima seduta del Consiglio regionale dal capogruppo di Noi a Sinistra Gugliemo MInervini, soprattutto su quello che ha definito “assalto al bilancio”
“È stata una seduta surreale, che costituisce purtroppo un amaro precedente. Nonostante tutti gli impegni assunti solennemente in maggioranza, per dare qualità e sintesi politica alla stesura del bilancio, il vortice dei micro-emendamenti localistici ha preso la mano dei consiglieri fino ad appannare i contenuti della manovra, generando una dinamica disgregatrice in piena aula che ha impedito, fatto assolutamente inedito, di concludere i lavori con l’approvazione del provvedimento”.
Così in una nota il capogruppo di Noi a Sinistra, Guglielmo Minervini.
“Il poco edificante assalto al bilancio denuncia la doppia debolezza dei gruppi e del governo, cui sono mancati la fermezza necessaria per contenere le spinte individuali all’interno di un profilo politico generale, autorevole e qualificante. Doveva essere il primo bilancio cui spettava tracciare le linee di lavoro e di sviluppo per l’intera legislatura, delineando, col Documento di Programmazione, le opzioni strategiche dell’azione di governo”.
“Su questa sintonia, si è mosso il nostro gruppo di Noi a Sinistra, presentando un unico emendamento sul nevralgico e incandescente tema della lotta al caporalato, tema sul quale abbiamo l’intenzione di continuare a sviluppare un’organica azione politica e istituzionale. Ci siamo ritrovati amaramente soli, mentre la giostra delle richieste ha continuato a girare incontrollata con decine e decine di emendamenti di dubbio profilo e di rilevante impatto finanziario. Eppure persino l’aggressiva e inconcludente azione ostruzionistica delle opposizioni della destra avrebbe richiesto un supplemento di coesione e di condivisione da parte delle forze di maggioranza”.
“Nella seduta è mancata la forza della visione generale, un’idea di missione più alta di tutte le legittime esigenze dei singoli. E’ mancata la politica, necessaria per trasformare una maggioranza elettorale in una maggioranza vera. Il Governo regionale, soprattutto il Presidente, ma anche tutti i gruppi, si riapproprino dell’impegno, senza altre distrazioni, per la ricostruzione di un’unità politica alta della maggioranza attorno a un bilancio che abbia la forza di un’idea vitale di Puglia. Altrimenti si rischia lo sfaldamento e, soprattutto, una programmazione economica inadeguata alle esigenze della nostra Regione”.
“I cittadini pugliesi non hanno investito la loro fiducia per ritrovarsi di fronte a questo spettacolo degno del peggior passato”.











