HomePoliticaIl Frecciarossa Taranto-Roma è salvo: La Regione Puglia finanzia il collegamento

Il Frecciarossa Taranto-Roma è salvo: La Regione Puglia finanzia il collegamento

Dopo soltanto due giorni dalla riapertura delle tratta diretta di Alta Velocità Lecce-Bari-Napoli le polemiche sui trasporti in Puglia non accennano a diminuire. Per un collegamento che finalmente viene ripristinato dopo il completamento di alcuni lavori di potenziamento della linea in Campania, un altro che prima rischia di venire soppresso e dopo viene “salvato” con l’intervento della Giunta Regionale pugliese, che (storcendo il naso e facendo retromarcia) decide di destinare 1,5 milioni di euro per la copertura economica parziale dei costi della tratta tra Taranto, Roma ed il nord-Italia.

Intanto il collegamento diretto Frecciarossa tra Taranto e Roma (prolungato fino a Firenze, Milano e Torino) continuerà a viaggiare. Dopo settimane di fortissime tensioni, incertezze e lo spettro del blocco definitivo della tratta a mercato al termine dei lunghi lavori di manutenzione sulla linea, la fumata bianca è arrivata. La Regione Puglia ha infatti deciso di scendere in campo per salvare il treno ad alta velocità, stanziando una cifra superiore a 1,5 milioni di euro all’anno per coprire i costi della convenzione con Trenitalia.

La notizia fa tirare un sospiro di sollievo ai pendolari, al mondo accademico e al tessuto economico dell’area ionica, ma al tempo stesso ha innescato l’ennesima polemica politica tra l’amministrazione regionale di centrosinistra e gli esponenti del Governo nazionale di centrodestra.

Lo scontro istituzionale: le accuse di “ricatto” della Regione

A dare l’annuncio del ripristino e del finanziamento è stato l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Raffaele Piemontese. L’esponente della giunta di Antonio Decaro non ha usato giri di parole, definendo l’accordo economico come una scelta obbligata per senso di responsabilità, ma profondamente ingiusta nei confronti dei pugliesi.

L’assessore ha espresso chiaramente la posizione della Regione Puglia sulla vicenda: “Taranto continuerà ad avere il collegamento Frecciarossa con Roma esclusivamente perché la Regione Puglia, per senso di responsabilità nei confronti dei cittadini, ha deciso di farsi carico di una quota di costi che non le compete e che non ha mai pagato prima, al contrario delle bugie che circolano in queste ore: è questo il dato politico che qualcuno tenta di nascondere”.

Piemontese ha poi aggiunto che Taranto, per il suo peso industriale, portuale e universitario, merita un accesso stabile e strutturale all’Alta Velocità nazionale, attaccando la logica di dover dipendere ogni anno da trattative straordinarie e ricordando che la Regione non finanzia i Frecciarossa per nessun’altra città capoluogo della Puglia (come Bari, Foggia, Brindisi o Lecce), trattandosi di collegamenti commerciali di competenza statale.

“Avevo già detto ieri – conclude il suo intervento l’assessore – che non possiamo accettare che città strategiche restino ai margini o che collegamenti essenziali dipendano ogni anno da trattative e risorse straordinarie: Taranto, per la sua storia industriale, il suo porto, la sua università e il ruolo che svolge nel Mediterraneo, merita un collegamento stabile e strutturale con Roma e con la rete nazionale dell’Alta Velocità. È incomprensibile che si chieda alle Regioni di pagare ciò che dovrebbe essere garantito dallo Stato”.

La replica del centrodestra: “Nessun ricatto, solo buon senso”

La risposta della maggioranza di governo non si è fatta attendere. Il deputato tarantino di Fratelli d’Italia, Dario Iaia, che nei giorni scorsi aveva esortato via social e mezzo stampa la Regione a sbloccare i fondi per la convenzione, ha respinto con forza le accuse di Piemontese.

Iaia ha sottolineato come lo stanziamento fosse l’unico binario percorribile da parte della Regione per le tratte ferroviarie considerate “a mercato” e non coperte da contratti di servizio universale dello Stato:

“La Regione doveva semplicemente finanziare la convenzione e ripristinare subito il collegamento, senza inutili strumentalizzazioni politiche. Continuerò a lavorare perché il Frecciarossa resti un collegamento stabile e strutturale nell’interesse esclusivo dei cittadini ionici, ma le polemiche sollevate dalla sinistra servono solo a coprire i loro ritardi.”

E poi il parlamentare prosegue: “L’assessore omette un particolare fondamentale: per anni il collegamento è stato garantito grazie al contributo della Regione Basilicata, che ha sostenuto economicamente il prolungamento del Frecciarossa fino a Taranto attraverso un accordo con Trenitalia. Solo oggi la Regione Puglia interviene con un proprio contributo economico.
È inoltre improprio sostenere che quanto avvenuto rappresenti un caso eccezionale. In altre realtà italiane sono stati sottoscritti accordi tra Regioni e Trenitalia per sostenere collegamenti ferroviari strategici. Parlare di “ricatto” serve soltanto ad alimentare una polemica politica. Decaro chieda al collega presidente della Regione Campania Fico“.

Sulla stessa scia si collocano le dichiarazioni di altri esponenti parlamentari del territorio, tra cui il deputato di Forza Italia Vito De Palma, che ha accolto positivamente la risoluzione della vicenda:

“Il Frecciarossa Taranto-Roma continuerà a viaggiare. È una buona notizia per Taranto e per l’intera area ionica. Ha prevalso il buon senso. Abbiamo lavorato intensamente nelle ultime ore per evitare quella che sarebbe stata l’ennesima intollerabile penalizzazione per Taranto.”

Maggioranza e opposizione divise sul futuro della tratta

E dunque da una parte, le opposizioni in Consiglio Regionale accusano la giunta di aver creato un caso politico per fini elettorali su un meccanismo tecnico consolidato (i treni commerciali ad alta velocità non ricevono sussidi diretti dallo Stato per via delle norme europee sulla concorrenza, e necessitano di contribuzione locale se in perdita). Dall’altra, la maggioranza regionale ribadisce che lo Stato centrale sta progressivamente scaricando sulle casse regionali i costi della mobilità nazionale, creando cittadini di serie A e di serie B.

Per ora l’accordo da 1,5 milioni di euro blinda il treno per i prossimi mesi del 2026, ma il dibattito su come rendere questo collegamento strutturale, senza dover ricorrere a costosi “salvataggi” annuali, resta del tutto aperto.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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