I lavori della III Commissione del Consiglio Regionale pugliese, presieduta da Felice Spaccavento, sono stati interessati nella seduta di ieri da due tematiche oggetto di audizione: il riavvio del Centro diurno “Marco Cavallo” di Latiano e il possibile riutilizzo di presìdi e ausili sanitari restituiti dagli utenti.
A voler fare chiarezza sulla situazione attuale in cui si trova il Centro diurno Marco Cavallo di Latiano, è stato lo stesso presidente Spaccavento, a seguito del mancato avvio del percorso da concordare con l’Associazione 180amici Puglia, dopo la decisione assunta nel febbraio scorso con la previsione di una “Convenzione ponte” che permetterebbe di riprendere le attività del Centro.
Come ha evidenziato il presidente Spaccavento, si tratta di un’importante realtà associativa che opera da oltre venti anni in una struttura di proprietà comunale concessa in comodato gratuito all’asl di Brindisi per la gestione del “Centro Marco Cavallo” riconosciuto da tutti come una eccellenza nel campo della salute mentale.
Nella seduta odierna però è stata confermata la volontà di dare seguito alla mediazione che era stata raggiunta per affrontare la questione in itinere verso l’applicazione della Manifestazione d’interesse e cioè il riconoscimento di un nuovo budget costituito, per 12 mesi, dal fondo Pnes ammontante a 113mila euro, da aggiungere al fondo sanitario annualmente assegnato di 250 mila euro per un totale di 363 mila euro per 12 mesi
Nel merito della salvaguardia dei livelli occupazionali e dell’assistenza sanitaria sono intervenuti i rappresentanti sindacali della Cgil e Cisl, chiedendo di far partire con urgenza la manifestazione di interesse concordata con il Dipartimento salute, affinché in tempi stretti si possa dare seguito ai contratti dei lavoratori.
Per l’Associazione 180amici Puglia è intervenuto il presidente chiedendo l’incremento delle risorse e garanzie per i 18 lavoratori divisi tra professionali e Sepe (Soci esperti per esperienza).
Della necessità di ripartire con l’attività del Centro diurno mettendo le carte in regola ha parlato l’assessore alla sanità Donato Pentassuglia, evidenziando che seguirà un avviso pubblico, una procedura e una nuova convenzione. Quanto alle risorse, l’assessore ha confermato i 250 mila euro già erogati a cui sono stati aggiunti 113 mila euro di risorse Pnes fino al 2029.
Ha fatto seguito l’audizione richiesta dalla consigliera Rosa Barone (M5S), in merito ad un eventuale e possibile riutilizzo di presìdi e ausili sanitari restituiti dagli utenti.
La consigliera Barone ha evidenziato che la gestione dei presidi sanitari e dei dispositivi medici comporta l’approvvigionamento, lo stoccaggio, la tracciabilità e la manutenzione di strumenti diagnostici e terapeutici. Include la gestione delle emergenze tramite cassette di pronto soccorso e l’uso di software per il monitoraggio delle scadenze e la sterilizzazione.
Considerato che le sono pervenute delle segnalazioni circa un numero considerevole di tali presidi abbandonati nei magazzini a seguito di restituzione da parte degli utenti e che molti di questi presìdi sarebbero stati restituiti in condizioni ottimali, tali da poter permettere un nuovo utilizzo, la consigliera Barone ha avanzato la richiesta di considerare un eventuale riutilizzo al fine di ottenere un notevole risparmio economico per le casse pubbliche, in quanto non sarebbe necessario acquistare dei nuovi, previa opportuna attività di sanificazione e collaudo.
Dagli interventi dei direttori dell’area patrimonio dell’asl Ba e Fg, è pervenuta la proposta di una gestione centralizzata a livello regionale, alla quale l’assessore Pentassuglia ha detto di aver già pensato, considerando le gare centralizzate che saranno inserite nel Piano operativo. Si proverà poi a capire se sui territori ci sono aziende che sanificano per poter contemperare le esigenze e governare il fenomeno. È stata avviata la ricognizione e sarà fatto il punto sulle attività censite











