Monopoly e Subbuteo, ma anche il Cubo di Rubik e Tetris. Ricordi di gioventù che vengono a galla per coloro che sono già entrati negli “anta”. Si sfogliano le pagine della memoria, quelle belle, incastonate nei cuori e nelle menti, quando si riportano in vita flash del passato. Come nel caso di giochi entrati, a buon diritto, nella memoria collettiva.

Andrea Angiolino, giornalista e insegnante di Game Culture alla Nuova Accademia di Belle Arti di Roma, nel libro “Un secolo di giochi”, pubblicato da Carocci Editore, propone un’accurata rassegna della storia dei dieci giochi più iconici del Novecento. Tra retroscena e aneddoti, il libro rappresenta un’autentica miniera di informazioni, molte delle quali sconosciute ai più. Anche a coloro che hanno trascorso intere ore e interminabili giornate a risolvere enigmi o a condividere con i coetanei spensierati momenti.

Si tratta di invenzioni geniali che, spesso ma non sempre, hanno fatto la fortuna dei loro creatori. Giochi ormai radicati nelle abitudini e best seller mondiali che hanno divertito e appassionato più di una generazione. Entrati nei cuori, hanno cambiato per sempre il modo in cui si trascorrevano le ore libere, da soli o in compagnia.

La creazione e la diffusione di tali giochi si intrecciano con i più importanti fatti storici dell’epoca, come movimenti artistici ed eventi sportivi, grandi dittature e guerre mondiali.

E così, l’autore racconta la leggenda del disoccupato in crisi da cui nasce il Monopoly, l’uso del cruciverba durante il conflitto mondiale da parte dei soldati, “Il cadavere squisito” e l’effetto sorpresa, investigatori e assassini per gioco in murder party, l’amato Subbuteo da tutti gli appassionati di calcio, l’evergreen Cubo di Rubik, il gioco compulsivo Tetris, Dungeons & Dragons dal mondo reale al fantasy, la caccia di tesori con Masquerade, l’avvento delle storie a bivi in “Lupo Solitario”.

Il Monopoly e il suo ideatore

Dietro il successo del celeberrimo gioco “di affari” si cela la storia di un disoccupato, il suo ideatore, a seguito della grande crisi del 1929. Tra scontri giudiziari e brevetti che si susseguono, il gioco da tavolo entra a buon diritto nella storia della società contemporanea.

Cruciverba, il passatempo preferito dai soldati

I giochi di parole incrociate risalgono alla notte dei tempi, già presenti nelle più antiche civiltà. Ma è nel secolo scorso che la passione per le caselle bianche e nere da riempire si diffonde a macchia d’olio. Anche durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i soldati impegnati al fronte provano a distrarsi e a dimenticare gli orrori del conflitto grazie alle parole crociate.

Il “cadavere squisito”

Da sempre, nella storia dell’umanità, si gioca con le parole, con le frasi, con i racconti. Per creare un effetto “sorpresa”, per svelare intrighi e segreti. E’ con Prevert e il suo gioco “Il cadavere squisito” che prendono le mosse tante altre varianti.

Investigatori e assassini per gioco

Tra varianti ed evoluzioni varie, tra l’Ottocento e il Novecento sono tanti i giochi che si diffondono basandosi sull’atavica lotta tra buoni e cattivi, tra guardie e ladri. Giochi in cui alcuni partecipanti si calano nelle vesti di investigatori per individuare e scovare i ladri o gli assassini.

Il calcio in punta di dita

Alzi la mano chi, soprattutto tra gli appassionati di calcio, non abbia almeno una volta nella vita disputato una partita in un campo in miniatura. Subbuteo rappresenta un must tra i giochi da tavolo, su un panno verde si rivivono le emozioni di una partita di calcio reale ma disputata da giocatori che vanno sospinti verso il gol semplicemente spingendoli con le punte delle dita.

L’eterno cubo di Rubik

Di generazione in generazione, il cubo di Rubik appassiona ancora milioni di persone in tutto il mondo. Sia che servano giorni o settimane, sia che bastino solo pochi secondi in veri e propri tornei che si disputano in ogni angolo del globo, il colorato cubo e la soluzione per riempire con la medesima tonalità ogni sua faccia continuano e mietere “vittime”.

Il compulsivo Tetris

Con l’avvento dell’era dei videogiochi, i passatempi fanno un salto di qualità. E nel rapporto tra uomo e macchina nasce Tetris, in Unione Sovietica, un giochino che, nella sua apparente semplicità, attrae il giocatore allo schermo per ore, facendo le fortune di ideatori e produttori.

L’avvento del fantasy

Che si tratti di dame e cavalieri o di soldati in battaglia, i giochi di ruolo hanno preso sempre più piedi ad ogni latitudine. Far finta di essere qualcuno appassiona e diverte. Come in Dungeons & Dragons, nato quasi per caso ma da considerarsi come il primo vero gioco di ruolo.

Caccia al tesoro per grandi e piccoli

Sono tante e diversi le varianti di caccia al tesoro messe in piede lungo i secoli. Divertenti enigmi da risolvere per giungere all’ambita meta. La febbre del gioco raggiunge livelli altissimi nel 1979 quando viene pubblicato il libro Masquerade che spinge i lettori a scervellarsi per trovare la soluzioni all’enigma proposto.

Il libro – gioco

In molti casi il gioco è rappresentato da un libro. Con le storie “a bivi” si invita il lettore a scegliere, quasi in completa autonomia, la trama preferita, optando per una o un’altra soluzione. Un ruolo di rilievo in tale scenario è rappresentato dalla pubblicazione del libro “Il lupo solitario”, predecessore di tante altre fortunate pubblicazioni successive.

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