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Bari, consegnate le chiavi della città a Francesca Albanese. Il “Grazie” di Vito Leccese

Si è svolta nel pomeriggio di ieri, nel teatro comunale Piccinni di Bari la cerimonia di consegna delle chiavi della città a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati. A consegnarle il riconoscimento è stato il sindaco di Bari Vito Leccese, con una scelta che non ha mancato di causare numerose polemiche, soprattutto del centrodestra cittadino, che ha accusato il primo cittadino per una scelta definita “divisiva”.

Questa la motivazione della premiazione: ” A Francesca Albanese, per il suo impegno incessante a tutela dei diritti del popolo palestinese. Bari, città di pace, è al suo fianco nel riaffermare la centralità del diritto internazionale e denunciare la brutalità e la barbarie che da quasi due anni si consumano sui civili inermi nella Striscia di Gaza”.

Non ha avuto alcun dubbio Leccese, che nel suo intervento ha sottolineato come  “Sono 147 su 193 i Paesi membri delle Nazioni Unite che riconoscono lo Stato di Palestina. Il prossimo settembre, con il riconoscimento da parte di Francia, Regno Unito e Malta, diventeranno 150, cioè il 75% dell’organismo multilaterale più rappresentativo al mondo. Il nostro Paese, purtroppo, non è tra questi. “Non è ancora il tempo dello Stato Palestinese”, dice il Governo italiano e lo conferma il ministro Tajani in un’intervista pubblicata ieri dal Corriere della sera. Il ministro, pur ammettendo l’importanza formale e sostanziale del riconoscimento, sostiene che non ci siano ancora i presupposti concreti”.

Ed il sindaco prosegue: “Ma allora mi chiedo, se non ora quando? Una domanda che, nella sua semplicità, racchiude tutta la potenza di un’azione agognata, urgente, necessaria”.

“Ecco, allora – si legge nell’intervento del sindaco – oggi voglio utilizzare una parola molto semplice per trasferire a tutti voi il senso della nostra presenza qui: Grazie. E la rivolgo, insieme a voi, alla nostra ospite, Francesca Albanese. Grazie Francesca, perché le tue parole, in questi mesi, ci hanno restituito fiducia negli esseri umani”.

“La nostra città operatrice di pace, nel tempo e nei solchi della storia non si è mai sottratta alla lotta per la libertà e per la democrazia. Qui, in questo teatro, 81 anni fa, si sono scritte le prime pagina dell’Italia liberata. Qui a Bari sono custodite le ossa di San Nicola, il vescovo di Myra che tiene insieme l’oriente e l’occidente, e sui valori di solidarietà e fratellanza tra i popoli e le religioni la città ha costruito la propria identità. Siamo consapevoli di non avere né competenze in materia di relazioni internazionali né gli strumenti e la forza per cambiare il mondo e per incidere, come vorremmo, su quanto sta accadendo in Palestina, ma voltarsi dall’altra parte, per noi, non è mai stata una possibilità. Abbiamo la voce e vogliamo utilizzarla. E lo stiamo facendo da tempo”.

“Sono orgoglioso di conferire le chiavi delle città a Francesca Albanese, a testimonianza della ribellione civile di una comunità pacifica e accogliente come quella di Bari, che non ha scelto da che parte stare, semplicemente perché non ci può essere una parte da scegliere quando davanti agli occhi del mondo si sta consumando un genocidio. Non si può tacere ancora. E’ nostro dovere riconoscere e accogliere nella nostra città Francesca Albanese, nel Suo ruolo di Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, che da tempo, forte di un lavoro rigoroso e puntuale, denuncia con coraggio ciò che è sotto gli occhi di chiunque creda ancora nella verità e nella giustizia: quello in corso da quasi due anni nella Striscia di Gaza è un genocidio pianificato, tecnologicamente avanzato, voluto dal Governo israeliano con l’obiettivo di annientare il popolo palestinese”.

“La consegna delle Chiavi della città – ha concluso Vito Leccese – è un gesto simbolico per affermare che Bari è al fianco di Francesca Albanese, la prima esponente delle Nazioni Unite destinataria di sanzioni da parte di uno Stato. In 80 anni di storia dell’ONU non era mai accaduto. Mai! A stabilire questo assurdo e pericoloso primato c’ha pensato il Segretario di Stato americano con queste motivazioni “ La campagna di guerra politica ed economica  di Albanese non sarà più tollerata”. Parole durissime che puntano a creare il vuoto intorno a una persona, condannandola pericolosamente all’isolamento.  Un fatto senza precedenti che testimonia quanto il suo lavoro di ricerca e documentazione abbia toccato il cuore di un sistema aberrante di interessi economici e politici, svelando l’ipocrisia di una narrazione consolidata e fallace. Con questo gesto simbolico, dunque, desideriamo che Francesca Albanese, d’ora in avanti, possa sentirsi a casa ogni qualvolta vorrà tornare a Bari”.

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